Tre

Tre sono le cose per cui vale la pena vivere: l’amore, il mare e le patatine fritte.

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“Hungry For You (J’Aurais Toujours Faim De Toi)” – The Police

Rien de dormir cette nuit
Je veux de toi
Jusqu’à ce que je sois sec
Mais nos corps sont tout mouillés
Complètement couvert de sueur
Nous nous noyons dans la marée
Je n’ai aucun désir
Tu as ravagébmon cœur
Et mois j’ai bu ton sang

Mais non pouvons faire ce que nous voulons
J’aurais toujours faim de toi
Mais non pouvons faire ce que nous voulons
J’aurais toujours faim de toi

Tout le monde est a moi
Je l’ai gagne’ dans un jeu de cartes
Et maintenant je m’en fous
C’était gagné trop facilement
Ça y est alors ma belle traîtresse
Il faut que je brûle de jalousie
Tu as ravagée mon cœur
Et moi j’ai bu ton sang

Mais non pouvons faire ce que nous voulons
J’aurais toujours faim de toi
Mais non pouvons faire ce que nous voulons
J’aurais toujours faim de toi

Mais non pouvons faire ce que nous voulons
J’aurais toujours faim de toi
Mais non pouvons faire ce que nous voulons
J’aurais toujours faim de toi

No matter what I do
I’m still hungry for you
No matter what I do
I’m still hungry for you

Rien de dormir cette nuit
Je veux de toi jusqu’à ce que je sois sec
Mais nos corps sont tout mouillées
Complètement couvert de sueur

I’m hungry for you
I’m hungry for you
I’m so hungry for you
I’m hungry for you
I’m hungry for you
I’m so hungry for you

Nothing Else Matters

Da qualche parte a nord di Kos…  

“So close no matter how far”

“Nothing Else Matters” – Metallica

So close no matter how far
Couldn’t be much more from the heart
Forever trusting who we are
And nothing else matters

Never opened myself this way
Life is ours, we live it our way
All these words I don’t just say
And nothing else matters

Trust I seek and I find in you
Every day for us something new
Open mind for a different view
And nothing else matters

Never cared for what they do
Never cared for what they know
But I know

So close no matter how far
Couldn’t be much more from the heart
Forever trusting who we are
And nothing else matters

Never cared for what they do
Never cared for what they know
But I know

I never opened myself this way
Life is ours, we live it our way
All these words I don’t just say
And nothing else matters

Trust I seek and I find in you
Every day for us something new
Open mind for a different view
And nothing else matters

Never cared for what they say
Never cared for games they play
Never cared for what they do
Never cared for what they know
And I know

So close no matter how far
Couldn’t be much more from the heart
Forever trusting who we are
No nothing else matters

Fiesta

E i bicchieri erano vuoti
e la bottiglia in pezzi
E il letto spalancato
e la porta sprangata
E tutte le stelle di vetro
della bellezza e della gioia
risplendevano nella polvere
della camera spazzata male
Ed io ubriaco morto
ero un fuoco di gioia
e tu ubriaca viva
nuda nelle mie braccia

(Jacques Prévert)


50 + n cose da fare nella vita

Su suggerimento dell’amica Diana, abbiamo deciso di scrivere la lista delle 50 cose da fare nella vita (dire così mi piace di più che “prima di morire”…). All’inizio mi sembravano tante, ma poi man mano che scrivevo, mi sono accorta che 50 non bastano, no, proprio no… ne ho cancellate un bel po’, ho sforato di tre, e ho smesso di pensare. Quel che rimane è il mio personalissimo minimo sindacale,in ordine sparso, in giallo ciò che ho già fatto. Alcune sono ripetibili, altre no. Tutto sommato, sto a buon punto.
Edit: Il post sarà dinamico, con le nuove idee aggiunte strada facendo.

  1. Fare snorkeling con lo squalo balena
  2. L’Islanda d’estate, per i paesaggi mozzafiato
  3. L’Islanda d’inverno, per l’aurora boreale
  4. Fare un vero colpo di testa. E un altro, molto più grosso del primo
  5. Dormire nel deserto 
  6. Un mese Due settimane in barca a vela tra le isole dell’Egeo, in buona compagnia
  7. Vedere un concerto dei Pink Floyd
  8. Sedersi sulla spiaggia davanti al mare in tempesta
  9. Due settimane in catamarano a Los Roques
  10. Bere birra ascoltando musica nei localini di Praga
  11. Sedersi, poggiare la macchina fotografica a terra e riempire gli occhi invece della SD
  12. Gli aceri giapponesi in autunno
  13. Fare volontariato in Africa e vedere con i propri occhi
  14. Affittare una bici a Central Park e togliersi le scarpe sotto una magnolia in fiore in primavera
  15. La crema di nocciole fondente della “Rivoire” di Firenze, mangiata con le dita
  16. Partire per un viaggio con lo zaino spalla prenotando solo i biglietti aerei
  17. Dare appuntamento al proprio uomo, quello ufficiale, in un hotel fuori mano
  18. Immergersi sul relitto del Thistlegorm
  19. Salire sul vulcano di Stromboli
  20. La cerimonia del tè giapponese
  21. Nuotare tra i delfini di Sha’ab Samadai
  22. Farsi un maglione coi ferri
  23. Passare un fine settimana su una casa sopra un albero
  24. Guardare due film di seguito al cinema
  25. Mangiare felafel in Giordania fino a scoppiare
  26. Fare come Eugenio Finardi in “Come un animale”
  27. Togliersi i sassolini dalle scarpe
  28. Una traversata in notturna a vela, con milioni di stelle negli occhi
  29. Venti giorni da Mosca a Pechino in Transiberiana
  30. Fare un regalo senza un’occasione particolare
  31. Andare al MoMa per vedere la “Notte Stellata” di Van Gogh
  32. Fare l’amore ascoltando “The great gig in the sky”
  33. L’Argentina dalle pampas a Ushuaia
  34. “Moules-frites” in Belgio
  35. Immergersi nel Great Blue Hole del Belize
  36. Cucinare un’intera cena a base di pesce e servirla su una tavola perfettamente apparecchiata, per due
  37. La collezione degli impressionisti del Museo d’Orsay
  38. Da Pretoria a Città del Capo con il Rovos Rail
  39. Emozionarsi all’accensione della lampadina del primo circuito elettrico costruito alla scuola media
  40. Annusare l’odore del cibo prima di mangiare, in particolare quello dei gamberi di fiume appena cotti al vapore
  41. Fare un tour della regione dello Champagne
  42. Partire per un viaggio organizzato senza conoscere nessuno dei partecipanti
  43. Guardare “Dragon Trainer” con un’amica e un cesto di popcorn
  44. Affittare una macchina decappottabile e percorrere la Pacific Coast Highway
  45. La bistecca alla fiorentina, quella tradizionale
  46. In kayak con le orche nello stretto di Johnstone, Canada
  47. Dire di si alla mia migliore amica senza farle finire la domanda quando chiede “Andiamo a…?”
  48. Lo zabaione col marsala
  49. I parchi americani dell’ovest
  50. Le chiacchiere serali nel pozzetto di una barca con un buon bicchiere di vino in mano
  51. Bere champagne con la pizza
  52. Dire alla mia migliore amica che il mondo non sarebbe lo stesso senza di lei
  53. La grande migrazione degli animali nell’Africa orientale
  54. Venti giorni in Cina con la mia amica cinese H.K.
  55. Una settimana in Lapponia dormendo negli igloo di vetro di Kakslauttanen
  56. Prendere un aereo per andare a vedere un film all’Electric Cinema di Londra e tornare
  57. Entrare al Louvre solo per la Nike di Samotracia. Una volta, due, tre.
  58. Fare un’immersione subacquea nel cenote Pit.
  59. Fotografare Fuerteventura.
  60. Fotografare Milano. Quella nascosta, quella della notte e quella della mattina presto. 
  61. Da residente.
  62. Da proprietaria di una casa.
  63. Le Svalbard d’estate per vedere orsi bianchi, foche, renne, volpi e pulcinelle.
  64. Le Lofoten in ottobre per la migrazione delle orche. In alternativa al 46, ma anche in aggiunta.
  65. Lego Creator 10220 (Volkswagen T1 Camper Van)
  66. La Patagonia

L’Atlantico immenso di fronte

Il mio primo oceano, qualche anno fa

“Canzone della bambina portoghese” – Francesco Guccini

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Può bastare

Una notte stellata, un sacco a pelo e buona musica di sottofondo. Può bastare.

“Human Nature” – Miles Davis

 

Le cose più belle

Di solito, dormo tre o quattro ore a notte, cinque se sono proprio stanca.
Ieri notte, un’ora e qualche spicciolo, dalle 6:00 alle 7:15.
Al cinquantesimo bip bip della sveglia, l’avrei spaccata, ma in un istante di lucidità ho realizzato che la sveglia è il telefono, e dargli il colpo di grazia non sarebbe stato opportuno. Ha già la sua bella decorazione craquelè, faticosamente ricavata da una decina di cadute da un metro d’altezza, quasi tutte senza custodia. Quasi tutte seguite da una serie di colorite imprecazioni mentali, ho una certa ritrosia a pronunciare parolacce ad alta voce.

In attesa del sonno, mi sono piazzata davanti al camino acceso.
Ho finito di leggere un libro sgranocchiando semi di girasole.
Ho ascoltato musica sprofondata nel pouf modello Fantozzi.
Ho persino riaperto il libro del corso di Swahili, che stazionava nel portariviste da quando sono tornata dalla Tanzania (perché se vai in un paese dell’Africa orientale, è ovvio che al rientro tu abbia la ridicola presunzione di poterne imparare la lingua, o almeno le basi. Salvo poi deprimersi e abbandonare quando ti rendi conto che in un mese hai imparato solo il presente del verbo essere, e a memoria).

Nonostante siano tutte non-attività molto rilassanti, gli occhi rimangono aperti come quelli di Betty in “Opera”, senza neanche bisogno degli spilli. Si, lo so, “Opera” è un filmaccio, ma giuro che è l’ultimo che ho visto di Dario Argento.
Un’endovena di endorfine avrebbe potuto aiutare, ma mancava la materia prima (l’allitterazione è assolutamente casuale).

E allora mi sono data alla lettura dei post di wp che per mancanza di tempo negli ultimi giorni mi erano sfuggiti, e mai decisione fu più saggia, perché tra i tanti blog su cui ho posato con piacere gli occhi, c’è quello di Ed Felson con un post che ha conquistato anche le mie orecchie. Ci ho trovato un pezzo di un gruppo che non conoscevo, “Il bello di Marta”, dei Wet Floor.
Ma che bello che è… al primo ascolto m’è piaciuto, al secondo l’ho aggiunto a Spotify, dal terzo in poi m’ha conquistata.

La musica, il testo, la voce, tutto. Grazie, Ed.

“Le cose più belle sono quelle che non puoi controllare
Quelle da non fare

Le cose più belle sono quelle per cui lottare
Non è solo un sogno questa rivoluzione
Le cose più belle lasciano graffi e lividi
Sotto il palco, dentro il letto, oltre i limiti”

Niente da aggiungere, è proprio così.

La fotografia poteva anche essere superflua, ma l’avevo già pensata quando ho ascoltato e riascoltato quel pezzo, prima ancora di decidere che avrei scritto qualcosa, e ormai è sua.
E anche stanotte le ore sono piccole, 2:45.

Preview. Publish. Buonanotte.

“Il bello di Marta” – Wet Floor

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Quello che non c’è

“Quello che non c’è” – Afterhours

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