50 + n cose da fare nella vita

Su suggerimento dell’amica Diana, abbiamo deciso di scrivere la lista delle 50 cose da fare nella vita (dire così mi piace di più che “prima di morire”…). All’inizio mi sembravano tante, ma poi man mano che scrivevo, mi sono accorta che 50 non bastano, no, proprio no… ne ho cancellate un bel po’, ho sforato di tre, e ho smesso di pensare. Quel che rimane è il mio personalissimo minimo sindacale,in ordine sparso, in giallo ciò che ho già fatto. Alcune sono ripetibili, altre no. Tutto sommato, sto a buon punto.
Edit: Il post sarà dinamico, con le nuove idee aggiunte strada facendo.

  1. Fare snorkeling con lo squalo balena
  2. L’Islanda d’estate, per i paesaggi mozzafiato
  3. L’Islanda d’inverno, per l’aurora boreale
  4. Fare un vero colpo di testa. E un altro, molto più grosso del primo
  5. Dormire nel deserto 
  6. Un mese Due settimane in barca a vela tra le isole dell’Egeo, in buona compagnia
  7. Vedere un concerto dei Pink Floyd
  8. Sedersi sulla spiaggia davanti al mare in tempesta
  9. Due settimane in catamarano a Los Roques
  10. Bere birra ascoltando musica nei localini di Praga
  11. Sedersi, poggiare la macchina fotografica a terra e riempire gli occhi invece della SD
  12. Gli aceri giapponesi in autunno
  13. Fare volontariato in Africa e vedere con i propri occhi
  14. Affittare una bici a Central Park e togliersi le scarpe sotto una magnolia in fiore in primavera
  15. La crema di nocciole fondente della “Rivoire” di Firenze, mangiata con le dita
  16. Partire per un viaggio con lo zaino spalla prenotando solo i biglietti aerei
  17. Dare appuntamento al proprio uomo, quello ufficiale, in un hotel fuori mano
  18. Immergersi sul relitto del Thistlegorm
  19. Salire sul vulcano di Stromboli
  20. La cerimonia del tè giapponese
  21. Nuotare tra i delfini di Sha’ab Samadai
  22. Farsi un maglione coi ferri
  23. Passare un fine settimana su una casa sopra un albero
  24. Guardare due film di seguito al cinema
  25. Mangiare felafel in Giordania fino a scoppiare
  26. Fare come Eugenio Finardi in “Come un animale”
  27. Togliersi i sassolini dalle scarpe
  28. Una traversata in notturna a vela, con milioni di stelle negli occhi
  29. Venti giorni da Mosca a Pechino in Transiberiana
  30. Fare un regalo senza un’occasione particolare
  31. Andare al MoMa per vedere la “Notte Stellata” di Van Gogh
  32. Fare l’amore ascoltando “The great gig in the sky”
  33. L’Argentina dalle pampas a Ushuaia
  34. “Moules-frites” in Belgio
  35. Immergersi nel Great Blue Hole del Belize
  36. Cucinare un’intera cena a base di pesce e servirla su una tavola perfettamente apparecchiata, per due
  37. La collezione degli impressionisti del Museo d’Orsay
  38. Da Pretoria a Città del Capo con il Rovos Rail
  39. Emozionarsi all’accensione della lampadina del primo circuito elettrico costruito alla scuola media
  40. Annusare l’odore del cibo prima di mangiare, in particolare quello dei gamberi di fiume appena cotti al vapore
  41. Fare un tour della regione dello Champagne
  42. Partire per un viaggio organizzato senza conoscere nessuno dei partecipanti
  43. Guardare “Dragon Trainer” con un’amica e un cesto di popcorn
  44. Affittare una macchina e percorrere la Pacific Coast Highway
  45. La bistecca alla fiorentina, quella tradizionale
  46. In kayak con le orche nello stretto di Johnstone, Canada
  47. Dire di si alla mia migliore amica senza farle finire la domanda quanto chiede “Andiamo a…?”
  48. Lo zabaione col marsala
  49. I parchi americani dell’ovest
  50. Le chiacchiere serali nel pozzetto di una barca con un buon bicchiere di vino in mano
  51. Bere champagne con la pizza
  52. Dire alla mia migliore amica che il mondo non sarebbe lo stesso senza di lei
  53. La grande migrazione degli animali nell’Africa orientale
  54. Venti giorni in Cina con la mia amica cinese H.K.
  55. Una settimana in Lapponia dormendo negli igloo di vetro di Kakslauttanen
  56. Prendere un aereo per andare a vedere un film all’Electric Cinema di Londra e tornare
  57. Entrare al Louvre solo per la Nike di Samotracia. Una volta, due, tre.
  58. Fare un’immersione subacquea nel cenote Pit.
  59. Fotografare Fuerteventura.
  60. Fotografare Milano. Quella nascosta, quella della notte e quella della mattina presto. 
  61. Da residente.
  62. Le Svalbard d’estate per vedere orsi bianchi, foche, renne, volpi e pulcinelle.
  63. Le Lofoten in ottobre per la migrazione delle orche. In alternativa al 46, ma anche in aggiunta.
  64. Lego Creator 10220 (Volkswagen T1 Camper Van)

112 pensieri su “50 + n cose da fare nella vita

        1. Tornerei con piacere a New York, e anche questo è rimasto fuori dalla lista insieme al tacco 12. Però in modo molto più rilassato, la prima volta si fa l’immancabile giro da turisti, invece andrei in modo molto più rilassato, passerei più tempo tra la gente e nei locali. Probabilmente mi prenderei anche l’hotel in un altra zona.

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        1. Quelle poco edificanti le ho escluse dalla lista 😉 rileggendo mi sono accorta anche di aver lasciato indietro pezzi importanti, tipo il tacco 12 rosso rubino comprato in due misure diverse… Le scarpe fanno parte dei fondamentali.

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                1. No le borse non le tralascio, non posso proprio, per loro c’è un’apposita sezione dell’armadio. Quanto ai sensi di colpa, ne soffro un po’ per gli stivali perché ne ho veramente tanti, ma per tutto il resto, shopping o altro, se ne vale la pena il senso di colpa non è previsto.

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      1. Azz…tre è dura…ma così, di getto, senza pensarci, direi il giro al Canyon de Chelly in Arizona, rimanere a letto due giorni, bloccati dalla neve e dalla voglia di non tornare a casa, la Lazio che vince lo scudetto…ma non necessariamente in questo ordine 🙂

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        1. Lavoro da 25 anni ma ho dovuto rinunciare all’università, vivo in una piccola città che è un mortorio ma il costo della vita è piuttosto basso, la mia casa è piccolissima ma ho già finito di pagarla, non ho figli e devo pensare solo a me stessa. Ciò che ho fatto e avuto nella mia vita è stato il frutto delle mie forze e delle mie scelte, nel bene e nel male. C’è del positivo e negativo in tutto ciò che ho citato. Te magari domani avrai un appoggio in tuo figlio, io dovrò cercarmi una badante prima di rincoglionirmi del tutto e non essere più in grado di sceglierne una affidabile 🙂

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          1. Ho lavorato la prima volta a 12 anni. Ho ottenuto di diplomarmi solo litigando, scalciando, strepitando e lavorando ogni estate, anche 17 ore al giorno. Mio padre è morto due settimane prima del mio tredicesimo compleanno, dopo la gestione del denaro è stata di mia madre. Mia madre ha una forte propensione per i maschi. Io ero la femmina che andava a scuola, che costava. Quindi non potevo toccare il motorino, non c’erano i soldi per fare la patente… Io studiavo e lavoravo e basta. Ho iniziato a lavorare due giorni dopo l’orale della maturità e non ho mai smesso. Me ne sono andata presto, ma dopo sono stati mio marito e la sua famiglia ad assorbire tutto: soldi, energie, vacanze, il matrimonio stesso. Qualche anno fa ho detto “basta”, ma per ottenerlo ho dovuto accollarmi il mutuo e liquidare mio marito. Questo significa che più della metà delle mie entrate (assegno per il figlio compreso) viene ingoiato dal mutuo. In contemporanea io e un centinaio di colleghi ci siamo sentiti dire “siete abusivi”. Quindi ho raccolto quel paio di chili di carta che dimostravano le mie competenze e ho ottenuto di iscrivermi ad un percorso universitario straordinario. L’università per cui lavoro, è stata tanto gentile e ci ha permesso di “laurearci” (una triennale) con uno sconto di un anno. 34 esami in 18 mesi, lezioni obbligatorie, 225 ore di tirocinio (dopo 20 anni di lavoro). Ero l’unica tra i miei compagni a farlo senza l’aiuto di marito/compagno/genitori/zii/fratelli/parenti/amici vari, col capo contro, col tempo pieno, con la collega che andava in panico ogni volta che uscivo prima per le lezioni.
            Mi sono guadagnata tutto, come te. Ma con risultati diversi.
            Ho fatto scelte diverse, ma non sono solo le nostre scelte a portarci dove arriviamo.
            Ti invidio allegramente (nel senso che sono contenta per te che abbia potuto viaggiare tanto). Invidio soprattutto l’islanda.
            🙂

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                    1. L’essere selettiva è una conseguenza del problema principale, che è la timidezza, ed il grosso della selezione in realtà la fanno gli altri rispetto a me.
                      Ma mi sta più che bene che ad assaggiare l’ostrica ci arrivi solo chi è interessato ad andare oltre le apparenze.

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  1. Sarè breve (scordatelo!)
    FATTO
    8-1-15 tante volte-19 anche Vulcano ed Etna-22 tanti-23-24-30 spesso-31-32 senza musica-34 sono ottime anche quelle della Bretagna-36 anche per 12 purtroppo-37-41-45 ma tante-48 vuoi che ti mandi la ricetta?-50-51-
    DA FARE
    2-3-5-6-7-10-12-13-16-28-29-35-42 ma non mi piacciono i viaggi organizzati-44-49-
    Tutti gli altri non m’interessano. I gamberi di fiume sono in via di estinzione! Vergogna!

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      1. ah ah ah… tutti giorni nella vasca da bagno! No, intendevo la 15, la crema di nocciole del Rivoire di Firenze. Adesso non più purtroppo. Erano cose che facevo con le amiche del cuore quando ero ancora ragazza. La sera prima una telefonata “allora domani si va, stazione centrale di Bologna, primo treno per Firenze”. E cosi arrivavamo che il Rivoire aveva appena aperto…Abbiamo fatto dei leasing ma che abbuffate di cioccolate in tazza, pasticcini e tutto il resto…
        Che tristezza…

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  2. Abbiamo tantissimo in comune. Ma lo sapevo già. Io ho creato proprio una to do list per ricordarmi di tutto quello che devo fare e spero di farcela. Tra l’altro molti sono viaggi e tutti sono fantastici. L’Islanda intanto la posso depennare.
    Il concerto dei Pink Floyd è quasi un miraggio ma mai perdere le speranze. Però ho visto Roger Water e The Wall…

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    1. Waters in The Wall avrei voluto vederlo anche io, ma quando è passato in Italia ero in vacanza 😦
      Ed è diventata una to do list anche questa, se tutto va come previsto i prossimi da smarcare saranno California e Cina. E poi ci sono anche gli off-list da gestire, tra meno di un mese andrò a scattare a qualche foto a Lanzarote.

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        1. Comunque nessuno di noi è fotografo di professione, ci siamo conosciuti nei workshop organizzati da un fotografo (vero) e oltre a questa passione condividiamo quelle per i viaggi, la birra e la buona tavola, e ci si incontra ogni tanto per metterle in pratica, singolarmente o tutte insieme!

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          1. Tutto ciò che riguarda mete e viaggi è interessante, come l’igloo, la Pacific Highway, le immersioni con la balena. Questi però io li considero più desideri, cose che potrebbero accadere come no. In tal senso qualsiasi viaggio potrebbe rientrare in questa lista, se fosse mia. La to-do list che ho io riguarda invece esperienze che DEVO fare e su cui sto lavorando. Non so se riesco a spiegarmi…

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            1. Guarda, in realtà il soggetto in questione si sta riproponendo da un po’ di giorni, ma non avendo interesse a riaprire il capitolo, ho sviato tutti gli approcci. Magari tra un no e l’altro una domandina la posso fare 😀

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  3. Sai che a me non ne viene nemmeno 1?
    Cioè….desideri da esprimere al genio della lampada ne avrei molti, ma niente di materiale, niente che possa essere inserito in una lista di “to-do”.
    Ma sì, a pensarci qualche piccola idea ci sarebbe, ma son cazzatine…. tra l’altro io non sono nemmeno per i viaggi grandi, quelli da fare in aereo…
    Sì: mi piacerebbe andare alle Falkland a passeggiare tra i pinguini… però non è che muoio se non lo faccio…..
    Preferisco quelle cose come al punto 50, ma non dipende solo da me. E comunque sono così rare…………..!
    Oppure anche quelle al punto 5 e 28, ma SPESSO! Non solo una volta e poi marcare in giallo la riga!
    E’ assurdo pensare che sarebbe più facile trovare i soldi per andare alle Falkland che un amico per stare seduti in un prato, sotto alle stelle a fare discorsi sentiti.

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    1. Neanche io muoio se non faccio parecchie delle cose che ho scritto, però mi piacerebbero, e che alcuni sono da fare e rifare, lo penso anche io. Sono d’accordo con te anche nel credere che quelli più importanti sono sul genere del 50, che sia sopra una barca a vela o su un prato fuori città, da fare e rifare. Trovi assurdo pensare che sia più facile andarsene alle Falkland piuttosto che passare una sera a far discorsi sentiti? Magari può essere brutto a dirsi, ma spesso è quello che succede. Ho la fortuna di avercelo qualche amico con cui tirar tardi su un prato, e cerco di tenermeli ben stretti (anche da lontano). E comunque, sono molto meno materialista di quel che si potrebbe pensare a leggere qui, perché come ho già detto parlando di questa lista nell’altro blog, mi basterebbe un solo desiderio che non ho neanche scritto per fregarmene di tutti gli altri.

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