Night-time

“We are all searching for someone whose demons play well with ours”

“The Great Gig In The Sky” – Pink Floyd

Ghost Track

La traccia fantasma era quella che non sapevi e non aspettavi. Che se non ti alzavi per cambiare il CD, la sentivi partire e ti chiedevi “e questa?” La traccia fantasma era per gente curiosa che notava una lunghezza stonata e andava a cercare la copertina pensando d’aver perso qualcosa. La traccia fantasma è stagionata ma ben conservata, custodita gelosamente da poche ore dopo aver scartato il cellophane nel 1991. E nel 1991 Google non c’era e non c’era neanche il web, e certe informazioni le potevi trovare giusto su Rockerilla e Mucchio Selvaggio, o magari ascoltando la radio. Poi un giorno alla radio ti dicono anche che c’e un altro ghost, ghost e basta.

“Endless Nameless” – Nirvana

Piccole soddisfazioni tra amici

Piccole soddisfazioni tra amici

Le liste, i numeri e le statistiche mi sono sempre piaciuti a prescindere dall’effettiva utilità del dato. Mi piace quando arriva la notifica dell’iCoso “Il tempo di utilizzo è diminuito la settimana scorsa”, è una piccola vittoria contro di lui. Mi piace sapere che nel 2018 ho dormito in media 6 ore e 14 minuti a notte. Non serve a niente, l’obiettivo di sonno è la prima feature che ho disabilitato quando ho comprato il Fitbit perché non esiste che qualcuno o qualcosa decida a che ora devo andare a dormire.

I numeri importanti hanno una direzione, devono scendere oppure salire. Non riesco a far scendere quanto vorrei il parziale sui 500 del remoergometro, e ogni volta che vado in montagna pensando d’aver fatto più fiato, dopo dieci minuti di camminata con lo zaino delle attrezzature respiro già come Darth Vader. Questo weekend però qualche soddisfazione l’ho portata a casa: imparare a salire da prima e un 6b, uno di quei passaggi che per essere superati richiedono tecnica, forza fisica e posizioni incompatibili con la gravità terrestre. Max e Mirco arrampicano da vent’anni, dopo aver visto lo sforzo costato a loro per superarlo, stavo quasi per rinunciare prima ancora di tentare. Ma no, Provare sempre.

Sorrido di un sorriso che si prolunga nel tempo, come ogni volta che riesco in qualcosa che non pensavo di. Sorrido perché se anche sotto c’erano M&M a dar consigli, là sopra c’ero solo io. Sorrido ancora domenica sera, quando riesco ad allungarmi sul divano ed accendere Netflix, che c’è ancora qualcosa che manca per chiudere il weekend.

Il trailer prometteva bene, e ora che l’ho visto tutto intero c’è solo una cosa che posso dire a chi nelle vene gli scorre ancora un ibrido di sangue e rock: guardatelo. Non è neanche necessario esser stati fan sfegatati dei Mötley Crüe per goderselo. Man mano che scorrono i minuti ti chiedi come diavolo sia possibile che siano ancora tutti lì. Come Iggy Pop. Come Keith Richards. E la scena di chiusura un brivido sotto la pelle me lo ha dato. Chissà se fa lo stesso effetto anche ad altri ibridi.

H4K (Amsterdam Reloaded)

Quattro sono le città che hanno segnato una certa parte della mia vita.

New York, l’illusione
Berlino, la frattura multipla mai esposta
Amsterdam, la consapevolezza
Düsseldorf, il sigillo

L’ultima volta ad Amsterdam era stata due mesi prima di .
Sette giorni di November Rain, da sola. Sette giorni di training on the job al mattino, chilometri a piedi il pomeriggio, smarcare tutto il menù dell’Oesterbar a cena e stracciarmi le carni di notte. Non credo esistano guai o dolori dell’anima in grado di farmi passare l’appetito. No way.

Amsterdam è anche la città dove ho scattato le prime, vere, fotografie. Sembra che ci sia una regola per cui ad ogni fine debba corrispondere un inizio, sarà un effetto collaterale della terza legge di Newton.

Un’era glaciale separa novembre 2013 da marzo 2019.
Il ghiaccio è elemento paziente e possente, cattura una ad una le particelle di umidità e ricopre lentamente le superfici, penetra millimetriche fratture della roccia, le forza, si espande, fende e squarcia. Il ghiaccio non è gentile o caritatevole, è amorale e imparziale, e ha gli occhi puntati su un orizzonte che non siamo in grado di vedere. Distrugge le cellule deboli e senza futuro per preservare quelle forti da liberare nell’era successiva. Se questa era poi si prolunghi per una manciata di mesi o milioni di anni è indifferente ai fini dei suoi calcoli.

Sono tornata ad Amsterdam, questa volta senza pensieri molesti e non da sola.

Linda in 1
Pamela al 2
Elena al 3
Io al 4
Marco al timone

Beekse Bergen è il nome della nostra barca. Beekse Bergen è anche il nome del più grande zoo olandese, ma non ci dispiace affatto.

Here we are. Let’s Get It Started.

“Come Together” – Aerosmith (Rocks Donington 2014)

Tre anni veloci, in ordine sparso

Tre anni veloci, in ordine sparso

il lavoro che so fare
gli appartamenti all’ultimo piano
in un condominio di nove piani
nelle case di ringhiera
gialle
senza ascensore
il parcheggio sotto casa
la gimkana per rientrare
due valigie e uno zainetto nel portabagagli
venticinque scatoloni in un camioncino
la metro, il tram, il car sharing
una A2 euro 3 parcheggiata
la bici d’estate e d’inverno
il mare d’estate e d’inverno
le scarpe da arrampicata e le Manolo Blahnik
la finestra sul tetto
le finestre sui tetti
sul parco
sull’acqua
la birra in Darsena
la drogheria Soana
la lavagna delle cose importanti
i pieni sempre più pieni
i vuoti sempre più vuoti
i tatuaggi fuori e quelli dentro
gli uomini che mi son rimasti dentro
quelli che non ho lasciato entrare
la pelle sulla pelle
il lenzuolo sulla pelle
i libri accatastati sopra il frigo
la famiglia lontana
il camino vicino
Zerocalcare in bagno
Vento Rosso in cucina
Magdeburg sul comodino
dormire sul divano dei vicini
l’acqua del Naviglio
vista dalla strada
dalla finestra
da un quattro con
le cascate d’acqua e quelle di ghiaccio
i libri in ordine sulla libreria
la confettura di mirtilli rossi
il ripiano dei gin e la cassa dei vini
le doppie bollette
le doppie tasse
le doppie manutenzioni
i maglioni islandesi coi ferri circolari
le M in trasferta
riguardare House, Il Trono di Spade e True Detective
Blade Runner in tutte le edizioni
il Bersaglio e le crittografate
vomitare l’anima di notte da sola
trascinandomi dal divano al bagno
dal bagno al divano
l’abbonamento al Mudec
i film all’UCI, al Ducale e al Mexico
rompere la superficie ghiacciata dell’idroscalo
il divano fronte lavastoviglie
il divano fronte quarantanovepollici
il Forum, San Siro, l’Alcatraz e il Carroponte
lo spacciatore di vinili all’East Market
il pane fatto in casa senza sale
il pane fatto in casa con il sale
fotografare la pioggia
inseguire la nebbia
la brina nel parco
gli ingredienti perfetti
per un cocktail perfetto
per una cena perfetta
per una vita imperfetta

“The Paris Match” – The Style Council

La Torta Tenerina

La Torta Tenerina

Giornata piovosa in casa, postumi di una influenza insistente. Niente orologio, radio accesa, il portatile sulle ginocchia per sbrigare qualche urgenza d’ufficio. Il capo m’ha telefonato solo una volta, ma i pop-up continuano a lampeggiare nonostante l’off work impostato. Skype e i promemoria di Outlook sono gli strumenti più malefici di Microsoft.
Potrei restare tutto il giorno ad ammuffire sotto il piumone o sul divano davanti alla tivvù, ma senza far niente non ci so stare.
Dunque, come promesso a Mezzatazza, tento l’esperimento Tenerina.
Crosticina con le crepe fuori, morbida e umida dentro… è così che deve essere?

Quanto al sapore, come ho fatto stare senza fino ad oggi?

“La radio” – Eugenio Finardi

No filter needed

“Blade Runner Love Theme” – Vangelis (Original BSO 1982)

Disordine

“Tutto è in disordine.
I capelli.
Il letto.
Le parole.
La vita.
Il cuore.”

“Voglio una pelle splendida” – Afterhours feat. Samuel