Credo che ieri queste immagini ed i video dello scontro siano stati visti in tutt’Italia.
Io ero lì, insieme ai miei colleghi, impiegati e operai, uomini e donne, la qualifica e il sesso non fanno alcuna differenza. Tutti a difendere il nostro posto di lavoro, con noi c’erano persino pensionati di reparti chiusi da tempo, gente che ancora crede nel lavoro.
Guardateci, vi sembriamo forse dei teppisti o dei black block? Guardate le nostre facce, siamo tutti a volto scoperto, armi di nessun tipo, c’è chi addirittura sta a maniche corte. Sembriamo forse un ammasso di esagitati partiti da Terni per far danni? Il massimo del casino fatto sono stati cori da stadio. È vero che c’è stato del nervosismo dopo lo scarno comunicato dell’ambasciata, ma a calmare gli animi a manganellate sono capaci tutti, quella era cosa più semplice da fare. E se ci avessero lasciato passare subito per portare la nostra protesta fino al MISE come poi è stato comunque fatto, non sarebbe successo niente.
Amo il mio paese, ma la voglia di andarsene è sempre più forte.

46 pensieri su “Io c’ero

      1. No, avrei voglia di andarmene ma
        andarmene sarebbe esattamente fare come fa chi governa questo paese. e poi quando saremo li magari ci tratteranno come stranieri schifosi e allora scapperemo ancora. Ignorare, voltare le spalle, badare alle sue tasche, alla sua pancia. Troppo cinica è diventata la gente, troppo legata alla materia, al fine e non hai mezzi. Il problema suo è un problema suo, un problema di due è un problema di due e così via. Il problema di uno dovrebbe essere il problema di tutti. Utopia vero? Il brutto è che dipende solo da noi.
        Scusa se ti ho annoiata con questa farneticazione forse.

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        1. Utopia si, è proprio utopia. Per quanto ami questo paese, ciò che mi fa paura è che la situazione sia irrecuperabile. La meritocrazia è morta vent’anni fa, le rare volte che mi combino a passare vicino ad una tv accesa sento parlare di indagini su mazzette e corruzioni, oppure gossip su persone che per me sono degli emeriti sconosciuti. Noi che siamo la base possiamo condividere i nostri problemi, ma poi ci scontriamo col muro della classe politica e dirigente che abbiamo davanti. Il nostro precedente amministratore delegato, uno dei responsabili dell’ultimo sfacelo, ha già trovato posto in un’altra azienda. E noi siamo qui a scioperare da 10 giorni. Per cosa? La destra al governo non ha fatto niente, la (presunta) sinistra ora peggio che mai, i cinque stelle possono avere buone idee ma non portano a casa niente perché non hanno capito come ci si deve muovere. Sono proprio demoralizzata. E anche questa è farneticazione.

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          1. Più grande è il problema più difficile è la soluzione. Quì tutto è marcio, tutto è devastato dal suo interno, non si parla più di partiti, di politica, di burocrazia, di costituzione, tutto è uguale marcio nello stesso modo, perchè segue un filo, un disegno. Quando si studia la storia, si studia di grandi persone che hanno dato la vita per creare e difendere o cambiare le cose. Questa è una parola che negli ultimi anni è stata adoperata a sproposito ma io la userò a proposito, con cognizione; rivoluzione. Ma chi è disposto a rischiare la vita e adedicarla al bene non proprio ma di tutti? Nessuno? Allora è finita. Penso che tu conosca la tempesta è in arrivo degli afterhours, giusto ? La prima cosa che ho fatto questa mattina dopo aver letto la tua risposta al commento è stata ascoltarmela.
            Non essere demoralizzata, questo è ciò che vogliono loro, alienare, deprimere, allontanare…

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            1. Una rivoluzione nel senso più tradizionale del termine sarebbe l’unica possibile soluzione. Ma hai ragione, non c’è nessuno disposto ad immolarsi per la causa.
              La tempesta è già arrivata, non possiamo più decidere come saremo.

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              1. È triste, davvero triste, dover pensare che hanno vinto, che ci hanno spinti fino al punto di non credere più che sia possibile migliorare, che sia giusto restare uniti tutti per il bene di tutti. L’ultimo post su frankensmile è una dedica a te e a tutti quelli che erano li con te, e a tutti quelli che ci sono stati e ci staranno.

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  1. A dar manganellate son bravi tutti, saper essere civili è la grande difficoltà! Ho avuto un incidente d’auto mesi fa, i due poliziotti che ci hanno soccorso non erano in grado di scrivere il verbale. Se avessi la foto te la manderei! Errori di grammatica gravissimi, difficoltà persino nel capire cosa stessimo dicendo. A volte penso che li scelgano ignoranti apposta, così che non possano pensare autonomamente.

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  2. La globalizzazione, le glandi lobbies delle banche hanno avvelenato la terra. I dati di fatto ci insegnano che serve a poco contrastarli ma….non vorrei morire senza aver insegnato ai miei figli che lottare e condividere la causa -se giusta come questa- è un dovere verso la civiltàL’italia intera è con tutti voi !
    Ritengo inaccettabile indignitoso e vergognoso che si debba subire questo… per un pezzo di pane.
    Coraggio ragazzi non mollate

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      1. Capisco perfettamente quanto dici. La storia la conosco perché l’ho studiata molto approfonditamente, e non da oggi. Concordo al cento per cento.
        Ma continuo a sostenere che i sindacati, a quei tempi, invece di battere i pugni hanno battuto le mani, ad applaudire i favoritismi di qualche passacarte altolocato.

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    1. Nonostante ci sia dentro da tanti anni, fatico anche io a trovare le parole, e sono riuscita a scrivere solo quelle poche righe. Non so perché non ti fa ribloggare, il tasto per il reblog all’interno del post io lo vedo, ti va in errore?

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  3. E’ sempre così. Qualunque sia la manifestazione, qualunque sia il motivo, in qualunque città. Sempre così. Non solo delle manifestazioni non gliene fotte una mazza a chi sta nei palazzi, ma proprio fotte un cazzo da morire, ma è stabilito che debbano andare a finire così.
    Di più, nelle manifestazioni più grandi, soprattutto quelle con i movimenti studenteschi, ci sono proprio accordi presi a tavolino. Ma mi taccio.
    Io consiglio a chiunque se ne possa andare via di farlo, di cogliere l’occasione al volo se possibile.
    Chissà chi eri lì in mezzo…

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  4. Lisbeth….è troppo facile andare via…fuggire..nascondere la marda sotto al tappeto. La puzza si sente lostesso e se facessimo tutti così……ciao. Hanno digerito la Grecia e da a.ni spagnottano con l’Italia. Randiamogli amaro il boccone contrastando ogniuno come può questo ingiusto baccanale. I nostri genitori hanno costruito quello che ora stanno smembrando. Sciacalli di merda. Non ti condivido amica…ma ti capisco e a volte mi vien da dire le stesse cose.

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    1. “E’ troppo facile?”, embè? Che è? Devo essere votata al sacrifiZio? Devo martellarmi i coglioni per dei coglioni?
      Ti ricordo Niphus che chi sta là, ci sta perché qualcuno ce lo ha messo. Quando chiedo in giro, pare che Berlusca non l’abbia mai votato nessuno. E la legge Biagi? Tutti contenti quando fu emanata! Coglioni!
      Non hai capito, caro Niphus, a chi sta nei palazzi non gli rendi amara una cippa, così come alle banche.
      E io dovrei star qui a subire per un popolo che SE LO MERITA quello che succede? A pagarne le conseguenze davvero davvero sono ancora in pochi e, spesso, sono i più incolpevoli, quelli che non è che li fotti con due paroline.
      Il resto… ma che se lo prendesse ben bene nel culo, perché quello che mi tocca ascoltare dalla gente in giro mi fa venire il vomito.
      I miei nonni, loro sì cristo, che hanno costruito sulla loro pelle, sarebbero i primi a dirmi di andarmene. E sono contenta che non ci siano più e non debbano vedere tutto questo.

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      1. Lisbeth io non ho la frase “dobbiamo cambiare tutti per cambiare l’Italia ” appesa nello studio. Io credo che per far onore ai nostri vecchi -nonni tuoi e miei compresi- bisognerebbe andare li e scartavetrargli il culo a furia di calci,
        Mi fermo su questo concetto e solo su questo, va da se che se uno ritiene di mandare a cagare questo troiaio di paese io non lo giudico e anzi comprendo…poichè con l’ideologia non si assimilano le calorie e sostanzialmente si muore di fame.
        Ma l’educazione alla lotta và data…l’indottrinamento dei normalissimi amorfi che osservano alla finestra deve continuare con ogni mezzo….anche con questo.
        Io. te e 121 stiamo qui in questa fogna a confrontarci e se non siamo andati….iti…partiti è per qualche ragione -sei troppo inteligente per dirmi che non ce ne stata l’occasione-. Sai perchè Lis non siamo partiti ?.
        Perchè questa è casa nostra…qui ci sono gli affetti…qui c’è la nostra vita…..quella vera e anche se ti viene da piangere quando trovi qualche volontario all’impalamento ti senti figlia di Giolitti…Saragat…Petracini….Terracini…Tupini ecc….che si facevano preparare il panino dalla moglie quando andavano in parlamento a lavorare con il cervello. Non ti senti figlia di questi sacchi di merda che ci spompinatori avidi di potere ancor più che di danaro.
        Sono delle cloache.
        Coraggio e cerchiamo di infilarglielo nel culo………….in primis con l’unico strumento lecito che abbiamo -grazie ai padri costituenti- ….il VOTO.

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        1. Qui non c’è la mia vita Niphus. O meglio quella piccolissima porzione che posso definire “mia vita”, ciò cui sono un filo legata, sta pronta a un cenno: il mio “andiamo”!. Sono i primi a urlarmi addosso di andarcene. Non c’è nient’altro cui io sia legata qui. Niente di niente di niente.

          Detto questo, gli strumenti leciti non servono a un cazzo contro l’illecito. A-un-cazzo, soprattutto se l’illecito è diffuso a macchia d’olio, soprattutto se l’illecito è il tuo vicino di casa, il tuo parente, l’amico dell’amica, ecc….
          L’attitudine mafiosetta del pensare è comune, quasi ovvia e banale.
          Non so, credo ci sia gente che si sveglia “oggi” pensando di dover fare qualcosa perché solo oggi sente il riverbero dell’inculata e solo perché se la sentono addosso. Finché l’inculata riguardava gli altri: tanti cazzi. Benissimo, che faccia! Io mi sono svegliata alla nascita, per dovere etico e parentale (non sto qui a raccontare i cazzi miei, scusami), mo me so rotta li cojoni.
          Vorrei dirti molto di più per spiegarti una serie di cose, ma dovrei rivelare taluni legami parentali che non è proprio il caso.

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          1. Condivido tutto, parola per parola. Non possiamo combattere l’illecito con il lecito, per quanto è diffuso, perche la giustzia italiana ha tempi biblici, e perché la stessa giustizia ha spesso del marcio in sé.

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          2. La cosa che mi sta sulle balle di wordpress è che non si possa approfondire un argomento senza dover stare in casa di qualcun altro -a volte-.
            Quale sarebbe la tua soluzione Lisbeth? O e un’utopia sognare una soluzione -qualora fosse una cosa irrealizzabile necessiteremmo di qualche milione di forche per un suicidio collettivo molto italiano-.

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              1. Lisbeth ..non posso rispondere a questa domanda per come mi è stata posta. Chi stabilisce che sia necessario rinunciare a cosa per ottenere cosa ? In realtà si tratta solo di decisioni che possono essere prese per raggiungere un obbiettivo. Ti faccio un esempio. Se io decido per una causa X che voglio incularmi napolitano prendo la dicisione e mi spingo all’azione. Se nap non ci stà chiama i carabinieri e loro mi mettono in carcere -forse-. Ossia..io ho preso la decisione ma sapevo a cosa andavo incontro. Se mi si chiedesse di salvare la vita di mio figlio la decisione sarebbe scontata. Se mi dicessero se ti fai decapitare l’ilva tornerà a rifiorire io risponderei ….col cazzo ! Ma potrei scendere in piazza al fianco di altri che si sono rotti i coglioni anche per fare qualcosa di eclatante e rischerei la mia libertà..la mia stessa vita.

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                1. Uhm, ti rispondo in modo, forse, un po’ enigmatico e seccante.
                  Se per te rischiare per l’ilva (hai fatto quest’esempio, avrebbe potuto essere qualsiasi altro) non equivale a mettere in gioco, in realtà, la vita di tuo figlio, per me non sei abbastanza disperato perché io a questo punto smuova un frammento della mia cellulite dalla mia poltroncina.
                  I miei nonni avevano la consapevolezza che rischiare la loro vita E quella dei loro figli era l’unico mezzo proprio per garantire un futuro a se stessi e ai loro figli.
                  Se gli italiani non sono sufficientemente preoccupati per i loro figli da voler rischiare, non vedo perché dovrei esserlo io che di figli non ne ho e non ne avrò mai.

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                    1. Niphus, ci sono argomenti, parole e conoscenze che non solo non scriverei mai qui, ma di cui parlerei esclusivamente a voce dopo una conoscenza approfondita.

                      Però che ti possa far piacere l’idea di sfracellarti le dita per parlare con me mi inorgoglisce non poco.

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  5. Un pezzo di storia manipolata, da dare in pasto allo spettatore serale o al lettore del quotidiano la mattina, mentre si sorbisce cappuccino e brioche.
    Nelle tue foto vedo carne e cuore. Ma, questa volta, sono le parole che scrivi che colpiscono forte, perché sono vere, senza manipolazione, senza secondi fini. Immediate.

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  6. Tutte le strade portano a Roma. Io e i miei colleghi ci siamo stati nove anni fa a Roma, davanti a palazzo Chigi. Siamo stati tutti bravi, non è intervenuta la polizia. Non abbiamo neppure intonato cori da stadio. Come è andata a finire? Quattordici fabbriche chiuse. L’Europa ha deciso così.
    Mi auguro un futuro migliore per voi anche se le premesse non sono buone.

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