It’s in the Way That You Use It

Il fattore umano è ancora fondamentale.

“It’s in the Way That You Use It” – Eric Clapton

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E’ la fine o l’inizio?

The end of the road

“The end of the road” – Eddie Vedder

I won’t be the last
I won’t be the first
Find a way to where the sky meets the earth
It’s all right and all wrong
For me it begins at the end of the road
We come and go…

Come una cascata

A volte le parole escono da sole, come se non stessero aspettando altro che la buona occasione per farlo, come una cascata che ha finalmente trovato la sua strada per scendere a valle e placarsi.

Waterfall II

“Moneygrabber” – Fitz & The Tantrums

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6 aprile 2009

Poco fa ho letto il post di Aldievel e mi è venuto in mente questo pezzo, è una poesia di Paolo Messina messa in musica da Pippo Pollina, un grande musicista italiano che in terra nostra è quasi misconosciuto.
L’origine è diversa dall’evento di cui si parla nel post, il terremoto dell’Aquila, ma mi fa venire in mente quel che possono aver provato le persone che erano lì, quella notte ed i giorni successivi, chi si è salvato, chi ha perso la casa, chi ha perso una persona cara.
Il testo della poesia è in siciliano, ne ho aggiunto a lato la traduzione che ho trovato qui.

Crack

 

“Versi per la libertà” – Pippo Pollina

Ammanitati lu ventu Ammanettate il vento
si criditi se credete
ca vi scummina li capiddi che vi scombina i capelli
lu ventu ca trasi dintra li casi il vento che entra nelle case
pi cunnurtari lu chiantu per consolare il pianto
lu ventu ca trasi dintra li casi. il vento che entra nelle case.
.
Ammanittati lu chiantu Ammanettate il pianto
si criditi se credete
pi cuitari lu munnu per tranquillizzare il mondo
lu chianti ca matura dintra li petti il pianto che matura nei petti
e sdirrubba li mura e astuta li cannili e distrugge le mura e spegne le candele
e sdirrubba li mura e astuta li cannili. e distrugge le mura e spegne le candele.
.
Ammanittati la fami Ammanettate la fame
si criditi se credete
d’addifinnirivi li garruna di difendervi i galloni
ma la fami nunn’avi vrazza ma la fame non ha braccia
lu chiantu nunn’avi affruntu il pianto non ha vergogna
ma la fami nunn’avi vrazza ma la fame non ha braccia
lu chiantu nunn’avi affruntu il pianto non ha vergogna
lu ventu nun sapi sbarri. il vento non conosce sbarre.
.
Ammanittati l’ummiri Ammanittate le ombre
che di notti vannu pi li jardina che di notte vanno nei giardini
a mettiri banneri supra li petri a mettere bandiere sopra le pietre
e chiamanu a vuci forti li matri e chiamano a voce forte le madri
ca nunn’annu cchiù sonnu che non hanno più sonno
e vigghianu d’arreri li porti e vegliano dietro le porte (chiuse)
ammanittati li morti. ammanettate i morti.
Ammanittati li morti Ammanettate i morti
si criditi. se credete.

Chagall e la MasterCard

Parlare con un uomo di Chagall non ha prezzo. Per tutto il resto c’è MasterCard.

Chagall

“Ein Li Milin” – Enrico Pieranunzi

Ho bisogno della carica

Oggi sarà una giornata particolare, e ci vorrà tutta la carica possibile per arrivare fino alla fine. Nonostante tutto quello che è successo, nonostante ci si parli ormai più poco, mi dispiacerà non averti più a due scrivanie di distanza.
Spero solo di essere la prossima ad andarmene, quel posto sta diventando una terra di fantasmi. I pezzi migliori, sotto tutti i punti di vista, si stanno volatilizzando uno alla volta. Altri due o tre, e non ci sarà più ragione di arrivare sorridente al mattino.
Un buongiorno detto per educazione, e a seguire otto ore con la musica nelle orecchie intervallate solo dalla pausa pranzo, che avrò cura di far durare esattamente quanto dovuto, né di più, né di meno. Avrei dovuto decidermi prima, invece di sperare che le cose potessero prendere una piega migliore, ma è difficile staccarsi dal posto in cui si è stati per tanti anni. Venticinque, più di metà della mia età. Posso dire di esserci cresciuta lì dentro, ma non voglio certo arrivare alla morte cerebrale.
E quindi oggi inizio la giornata con le mie scarpe preferite, e un pezzo che mi dia l’energia necessaria per affrontarla.

“Misirlou” – Dick Dale