What goes up, must come down
Spinning wheel got to go round
Talkin’ ‘bout your troubles, it’s a cryin’ sin
Ride a painted pony, let the spinning wheel spin
You got no money and you, you got no home
Spinning wheel, all alone
Talkin’ ‘bout your troubles and you, you never learn
Ride a painted pony, let the spinning wheel turn
Did you find a directing sign on the straight and narrow highway?
Would you mind a reflecting sign?
Just let it shine within your mind
And show you the colors that are real
Someone is waiting just for you
Spinning wheel spinning through
Drop all your troubles by the riverside
Catch a painted pony on the spinning wheel ride
Ha!
Someone’s waiting just for you
Spinning wheel spinning through
Drop all your troubles by the riverside
Ride a painted pony, let the spinning wheel fly
«Ciò che vedete dipende dalle teorie che usate per interpretare le vostre osservazioni.»
(Albert Einstein)
“People Are Strange” – The Doors
People are strange when you’re a stranger
Faces look ugly when you’re alone
Women seem wicked when you’re unwanted
Streets are uneven when you’re down
When you’re strange
Faces come out of the rain
When you’re strange
No one remembers your name
When you’re strange
When you’re strange
When you’re strange
People are strange when you’re a stranger
Faces look ugly when you’re alone
Women seem wicked when you’re unwanted
Streets are uneven when you’re down
When you’re strange
Faces come out of the rain
When you’re strange
No one remembers your name
When you’re strange
When you’re strange
When you’re strange
When you’re strange
Faces come out of the rain
When you’re strange
No one remembers your name
When you’re strange
When you’re strange
When you’re strange
Un paio di settimane fa sono tornata sul Lago Maggiore, l’ultima volta che ci ero stata era dicembre, faceva freddo e uno strato di nebbia ammantava le isole. Questa volta c’era un bel sole, e quando a casa ho estratto la SD dalla macchina fotografica, mi sono stupita di quel che avevo trovato nelle onde sollevate dalla barca in mezzo al lago. Sembravano disegni, e invece sono fotografie.
L’acqua è il mio elemento.
“And that old gray wind is blowing And there’s nothing left worth knowing And it’s time you should be going While you see a chance take it, Find romance fake it Because it’s all on you”
Quel che è appeso alla lavagna magnetica nel mio soggiorno è una manciata di carta, pochi grammi che potrei accartocciare nel palmo della mia piccola mano. Ma ci tengo troppo per farlo, perché in quei pochi grammi c’è la mia vita. Quella trascorsa fino ad oggi, ciò che ha contribuito a fare di me la persona che sono. Bè non proprio tutto, pure le cose brutte hanno influito, ma quelle non ci tengo a trovarmele davanti agli occhi ogni volta che rientro e poggio le chiavi sulla mensola.
Ci sono io a poco più di un anno, che appena cammino. Di lì a poco avrei messo le scarpe ortopediche. Chissà perché tutti quelli della mia età prima o poi le hanno portate. A posteriori, non hanno funzionato gran che, ancora consumo i tacchi più all’esterno che all’interno. Scarpe ortopediche e nuoto correttivo. Vasche su vasche tutte a dorso, e lo odiavo ché mi entravano sempre gli spruzzi d’acqua nel naso e a me piaceva nuotare a rana, ma pare che non fosse lo stile adatto a correggere il mio difetto. Ho odiato il dorso ma ho imparato ad amare l’acqua, soprattutto quella del mare. Non ne uscivo finché non avevo gli occhi rossi e le mani lesse, incurante degli ultimatum di mia madre.
Da grande ho incontrato la barca a vela e la subacquea, che mi si sono annidate dentro come un virus inestirpabile. Come fai a spiegare a qualcuno che non ci è mai stato come ci si sente a filare sull’acqua trasportati dalle vele, accompagnati dal vento e dallo sciabordio dell’acqua? Tuffarsi nel mare al mattino ancora prima di aver fatto colazione? Nuotare lì sotto, immersi nel blu con il solo rumore del respiro, e davanti agli occhi pesciolini di barriera, gorgonie, coralli, murene, tartarughe, squali, mante, relitti. È il mio paradiso e l’ora di risalire arriva sempre troppo presto.
C’è la musica. Il concerto dei Pink Floyd del novantaquattro, ancora mi sento addosso gli stessi brividi di allora sulle prime note di piano di “The great gig in the sky”. Quello degli AC/DC di questa estate, bello ma non paragonabile, e il jazz che ho imparato ad apprezzare vivendo accanto a qualcuno che ne sa.
C’è una M e il regalo di compleanno più bello che potesse farmi, quella strisciolina di carta scritta a mano che accompagnava un quadro fatto dipingere apposta per me. Ci sono i libri e i fumetti di Pratt e Pazienza e il monito che un’altra M mi ha lasciato sotto forma di segnalibro. C’è la birra e la buona tavola. Manca un tappo del mio gin preferito, ma a quello rimedierò presto.
Ci sono i viaggi. Praga, il primo dopo il lungo buio, New York quando pensavo di aver raggiunto non dico la felicità ma almeno la serenità. Di Berlino ho bruciato tutto, non ne doveva rimanere traccia. Ci sono quelli del 2014, che son serviti a far ripartire la mia vita attraverso la macchina fotografica. E il biglietto di un treno comprato un giorno in cui il cuore perdeva i battiti tanto erano fitti.
Ecco, questo quadrato di metallo con appiccicata tutta me sta per traslocare a esattamente cinquecentotrentasei chilometri più a nord di qui, insieme al quadro di M. Sono gli unici pezzi che staccherò dalle pareti, tutto il resto rimarrà al suo posto. Poi comprerò un altro quadrato uguale a quello, lo appenderò vicino e continuerò ad attaccarci altri pezzetti di me. Nuovi, diversi, ma sempre miei.
“While You See A Chance” – Steve Winwood
Stand up in a clear blue morning Until you see what can be Alone in a cold day dawning Are you still free Can you be
When some cold tomorrow finds you When some sad old dream reminds you How the endless road unwinds you While you see a chance take it Find romance, fake it Because it’s all on you
Don’t you know by now No one gives you anything Don’t you wonder how you keep on moving One more day Your way Ooooooooh, your way
When there’s no one left to leave you Even you don’t quite believe you That’s when nothing can deceive you While you see a chance take it Find romance, fake it Because it’s all on you
Stand up in a clear blue morning Until you see What can be Alone in a cold day dawning Are you still free Can you be
And that old gray wind is blowing And there’s nothing left worth knowing And it’s time you should be going
While you see a chance take it Find romance, fake it Because it’s all on you
Conosco delle barche
che restano nel porto per paura
che le correnti le trascinino via con troppa violenza.
Conosco delle barche che arrugginiscono in porto per non aver mai rischiato una vela fuori.
Conosco delle barche che si dimenticano di partire hanno paura del mare a furia di invecchiare e le onde non le hanno mai portate altrove, il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.
Conosco delle barche talmente incatenate che hanno disimparato come liberarsi.
Conosco delle barche che restano ad ondeggiare per essere veramente sicure di non capovolgersi.
Conosco delle barche che vanno in gruppo ad affrontare il vento forte al di là della paura.
Conosco delle barche che si graffiano un po’ sulle rotte dell’oceano ove le porta il loro gioco.
Conosco delle barche che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora, ogni giorno della loro vita e che non hanno paura a volte di lanciarsi fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.
Conosco delle barche che tornano in porto lacerate dappertutto, ma più coraggiose e più forti.
Conosco delle barche straboccanti di sole perché hanno condiviso anni meravigliosi.
Conosco delle barche che tornano sempre quando hanno navigato. Fino al loro ultimo giorno, e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti perché hanno un cuore a misura di oceano.
Jacques Brel
Io sono la barca graffiata e un po’ lacerata che continua ad uscire nonostante le nuvole e il rischio di affondare.
Qual è la vostra barca?
“Le cose ti rubano la ragione, gli uomini l’anima e il mare la vita”
(Fred Vargas)
Anna, Bob, Elena, Isabel, Michela, Patrizia, Silvia, Tiziana, Walter and above all Orlando, this is for you… It wouldn’t have been the same without each of you.