Categoria: Pensieri e Parole
Conosco delle Barche
Conosco delle barche
che restano nel porto per paura
che le correnti le trascinino via con troppa violenza.
Conosco delle barche che arrugginiscono in porto
per non aver mai rischiato una vela fuori.
Conosco delle barche che si dimenticano di partire
hanno paura del mare a furia di invecchiare
e le onde non le hanno mai portate altrove,
il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.
Conosco delle barche talmente incatenate
che hanno disimparato come liberarsi.
Conosco delle barche che restano ad ondeggiare
per essere veramente sicure di non capovolgersi.
Conosco delle barche che vanno in gruppo
ad affrontare il vento forte al di là della paura.
Conosco delle barche che si graffiano un po’
sulle rotte dell’oceano ove le porta il loro gioco.
Conosco delle barche
che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora,
ogni giorno della loro vita
e che non hanno paura a volte di lanciarsi
fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.
Conosco delle barche
che tornano in porto lacerate dappertutto,
ma più coraggiose e più forti.
Conosco delle barche straboccanti di sole
perché hanno condiviso anni meravigliosi.
Conosco delle barche
che tornano sempre quando hanno navigato.
Fino al loro ultimo giorno,
e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti
perché hanno un cuore a misura di oceano.
Jacques Brel
Io sono la barca graffiata e un po’ lacerata che continua ad uscire nonostante le nuvole e il rischio di affondare.
Qual è la vostra barca?
“Struggle for Pleasure” – Wim Mertens
Tutto fa un po’ male
“Afterhours” – Tutto fa un po’ male
Sai che la fortuna
è una religione
tu ci credi oppure no?
lo capiremo prima o poi
che non c’è modo di rinascere
senza peccare
ma tu hai voglia di rinascere
o è solo che non sai come finire?
beh, forse fa un po’ male
forse fa un po’ male
ma tutto fa un po’ male
tutto fa
tutto fa un po’ male . . .
quello che sognavi ti fa ridere
da quando sai che non lo puoi più avere
ma l’odio è un carburante nobile
e hai scoperto che non è così male
tradirsi con rispetto
perchè vivere è reale
ma vivere così
non somiglia a morire?
e forse fa un po’ male
forse fa un po’ male
ma tutto fa un po’ male
tutto fa
tutto fa un po’ male . . .
Leave
Tre M più una S (l’infiltrata) sul lago Maggiore. L’infiltrata ci sta così bene che ha ricevuto il compito di trovarsi un “aka” adeguato.
E intanto i giorni passano…
“Leave” – R.E.M.
Milano, inside: #1 – Street art
“Back To Black” – Amy Winehouse
“Back To Black”
He left no time to regret
Kept his dick wet
With his same old safe bet
Me and my head high
And my tears dry
Get on without my guy
You went back to what you knew
So far removed from all that we went through
And I tread a troubled track
My odds are stacked
I’ll go back to black
We only said goodbye with words
I died a hundred times
You go back to her
And I go back to…
I go back to us
I love you much
It’s not enough
You love blow and I love puff
And life is like a pipe
And I’m a tiny penny rolling up the walls inside
We only said goodbye with words
I died a hundred times
You go back to her
And I go back to…
We only said goodbye with words
I died a hundred times
You go back to her
And I go back to…
Black, black, black, black, black, black, black,
I go back to…
I go back to…
We only said goodbye with words
I died a hundred times
You go back to her
And I go back to…
We only said goodbye with words
I died a hundred times
You go back to her
And I go back to black
9 ottobre 1963
Una di quelle cose che non si possono dimenticare.
Di libri, film e adolescenza
Leggo tanto, da sempre. Da bambina avevo un posto in casa che era solo mio, il sottoscala. Era la mia tana, il mio rifugio. Della tana aveva anche le dimensioni, perché il soffitto seguiva le scale che scendevano dal piano superiore, ed arrivava ad essere così basso che ero l’unica che potesse entrarci, la più piccola di casa. D’inverno era anche caldo, perché dietro alla parete laterale c’era il camino della cucina. Ci passavo ore ed ore, lì c’erano tutti i miei giochi e le mie letture, dalle prime favole ai gialli dei ragazzi Mondadori, dai fumetti di Topolino fino al Libro dei miti greci e I ragazzi della via Paal. Poi sono cresciuta, non così tanto in altezza in realtà, ma quanto basta per non entrarci più li sotto.
Ho continuato a leggere, ma in camera mia. Fumetti e romanzi, con una certa predilezione per il genere thriller/giallo e la fantascienza. A un certo punto ho incontrato Stephen King. Carrie. Shining. Christine. La zona morta. Letti tutti in fila, una folgorazione. Raramente a fronte di un bel libro ne risulta una trasposizione cinematografica altrettanto bella e convincente. Brian De Palma e Stanley Kubrick hanno fatto invece un lavoro egregio, aggiungendo uno strato in più ai libri stessi con la loro personale interpretazione. Gli occhi immensi di Sissy Spacek. Quelli spiritati di Jack Nicholson. Perfetti.
Poi un giorno me ne è capitato in mano uno diverso, di tutt’altro genere rispetto a ciò che avevo già letto di King. Ed è stata un’altra folgorazione.
Ci sono libri che leggo, anche belli, ma che passano nel dimenticatoio dopo l’ultima pagina.
E poi ce ne sono alcuni che rimangono anche a distanza di anni. Si contano sulla punta delle dita. Di uno ho già parlato qui, quello a cui ho ripensato oggi è Stagioni diverse. O meglio, ho ripensato ad uno dei racconti contenuti in questo libro, Il corpo. Il gancio è stato un pezzo famosissimo della colonna sonora del film che è anche parte del titolo, Stand by me, ogni volta che l’ascolto il collegamento è automatico. Due libri per certi versi simili, ambientati negli Stati Uniti tra gli anni ’50 e ’60, storie di adolescenti che crescono e si scontrano. Guerra sociale in città nel primo, voglia di diventare dei piccoli eroi nel secondo. Da entrambi sono stati tratti dei film altrettanto belli, almeno per me.
Di Stagioni diverse mi sono tornati in mente due pezzi sulle parole, uno all’inizio e uno verso la fine.
Le cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono quelle di cui ci sì vergogna, perché le parole le immiseriscono — le parole rimpiccioliscono cose che finché erano nella vostra testa sembravano sconfinate, e le riducono a non più che a grandezza naturale quando vengono portate fuori. Ma è più che questo, vero? Le cose più importanti giacciono troppo vicine al punto dov’è sepolto il vostro cuore segreto, come segnali lasciati per ritrovare un tesoro che i vostri nemici sarebbero felicissimi di portar via. E potreste fare rivelazioni che vi costano per poi scoprire che la gente vi guarda strano, senza capire affatto quello che avete detto, senza capire perché vi sembrava tanto importante da piangere quasi mentre lo dicevate. Questa è la cosa peggiore, secondo me. Quando il segreto rimane chiuso dentro non per mancanza di uno che lo racconti ma per mancanza di un orecchio che sappia ascoltare.
…..
Si allontanò, sempre ridendo, muovendosi con agilità e con grazia, come se non fosse tutto rotto come me e non avesse le vesciche ai piedi come me e non fosse pieno di bolle e di morsi di zanzare e di calabroni e di tafani, come me. Come se non avesse il minimo pensiero al mondo, come se se ne stesse andando in un gran bel posto invece che solo a casa, in una casa (una baracca, sarebbe più vicino alla verità) di tre stanze senza servizi e con le finestre rotte coperte di plastica e un fratello che probabilmente lo stava aspettando nel cortile davanti. Anche se avessi saputo la cosa giusta da dire, probabilmente non avrei potuto dirla. I discorsi distruggono le funzioni dell’amore, credo — è un bel casino per uno scrittore dire una cosa del genere, penso, ma sono sicuro che è così. Se parlate per dire a una daina che non avete nessuna intenzione di farle del male, quella svanisce in un batter di coda. La parola è danno. L’amore non è quello che quei poeti del cazzo come McKuen vogliono farvi credere. L’amore ha i denti; i denti mordono; i morsi non guariscono mai. Nessuna parola, nessuna combinazione di parole, può chiudere quelle ferite d’amore. È tutto il contrario, questo è il bello. Se quelle ferite si asciugano, le parole muoiono con loro. Credetemi pure. Io mi sono fatto una vita con le parole, e so che è così.
Ho voglia di rileggerlo tutto. E anche di rivedere il film.
“Stand By Me” – Ben E King
More than meets the eye
“Hey Hey, My My (Into the Black)” – Neil Young & Crazy Horse
“Hey Hey, My My (Into the Black)”
Hey hey, my my
Rock and roll can never die
There’s more to the picture
Than meets the eye.
Hey hey, my my.
Out of the blue
and into the black
You pay for this,
but they give you that
And once you’re gone,
you can’t come back
When you’re out of the blue
and into the black.
The king is gone
but he’s not forgotten
Is this the story
of Johnny Rotten?
It’s better to burn out
‘cause rust never sleeps
The king is gone
but he’s not forgotten.
Hey hey, my my
Rock and roll can never die
There’s more to the picture
Than meets the eye.
Beautiful mistakes
“Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, non hanno inciampato. La loro è una virtù spenta, di poco valore. A loro non si è svelata la bellezza della vita”.
(Borìs Pasternàk – Il dottor Živago)
“Beautiful” – Elvis Costello
Every day is so wonderful
And suddenly, it’s hard to breathe
Now and then, I get insecure
From all the pain, I’m so ashamed
I am beautiful no matter what they say
Words can’t bring me down
I am beautiful in every single way
Yes, words can’t bring me down
So don’t you bring me down today
To all your friends, you’re delirious
So consumed with all your doom
Trying hard to fill the emptiness
The piece is gone left the puzzle undone
Is that the way it is
You are beautiful no matter what they say
Words can’t bring you down
You are beautiful in every single way
Yes, words can’t bring you down
So don’t you bring me down today…
No matter what we do
No matter what we say
With the song inside that’s you
Full of beautiful mistakes
And everywhere we go
The sun won’t always shine
But tomorrow we might wake up on the other side
All the other times
We are beautiful in every single way
Words can’t bring us down, oh no
We are beautiful in every single way
Yes, words can’t bring us down
So don’t you bring me down today
Undici Settembre 2001
Mi ricordo esattamente dove ero e cosa stavo facendo.
Come credo quasi tutti.
“Invisible Sun” – The Police






