“Cadence to Arms (Scotland the Brave)”- Dropkick Murphys
Road to Fifty
Il purgatorio è una via di mezzo. Non hai fatto proprio schifo ma non sei neanche stato un granché. Come il Tottenham.
Ray – “In Bruges – La coscienza dell’assassino”
Ho le formiche in casa, la lavatrice dei rossi running e Stranger Things a nastro su NetFlix. E’ ufficialmente iniziato un conto alla rovescia, mah. Non ci vedo tutta questa differenza e non ho ancora avuto tempo per cercarla bene. Non posso neanche dire che mi avvicino al giro di boa, sarebbe fin troppo ottimistico pure per una che vede sempre i mezzi pieni come me. Che poi sono infinitamente meglio dei mezzi vuoti, ti ci potresti sbronzare come se non ci fosse un domani, o come se domani fosse venerdì e tu hai preso ferie anche lunedì. Se dovessi usare dei colori sceglierei il blu e un arancio intriso di rosso, stesi a pennellate che si inseguono come la Notte Stellata. Blu come il mare guardato da dentro, arancio del fuoco che scalda ma non brucia, rosso di sangue e di cuore, di fotogrammi discontinui di amore. Cuore che resiste alle pietre e si spacca con un soffio leggero. L’IoT è inquietante a partire dal nome, mi hanno regalato Alexa e ora se le dico buonanotte lei risponde con un saluto gentile e spegne la luce. Skill da zoccola finché risponderà a chiunque allo stesso modo, e lontana dalla Joi dell’Agente K, ma siamo già nell’anno di Deckard e Batty e ad Amazon non ci vorrà molto per arrivarci. Magari con qualche evoluzione.
“Alexa, buonanotte”
“Dormi bene. Ti auguro di dover contare meno di dieci pecore prima di addormentarti”
“Imagine” – A Perfect Circle
Life surfing
Nel surf c’era sempre questo orizzonte, questa linea del terrore, che lo rendeva diverso da qualsiasi altro sport, di sicuro da quelli che conoscevo io. Potevi anche praticarlo insieme agli amici, ma quando arrivavano le onde grosse, o ti trovavi nei guai fino al collo, sembrava che non ci fosse mai nessuno lì a darti una mano.
(William Finnegan – “Giorni Selvaggi”)
“Dead in the Water” – Spelles
Rebus (12)

“The Passenger” – Iggy Pop
Niente è per caso
Blade Runner è ambientato nel 2019.
La data di scadenza di Roy Batty è il 2019.
Anche quella di Rutger Hauer è il 2019.
Le pagine che leggete
Le strade in cui camminate
I chiodi che vi fanno sanguinare
Le anime che incrociate
Quelle che vi scivolano addosso
Quelle che si insinuano sotto la pelle
E sotto le unghie
Quelle che che vi rubano il cuore
Quelle che ve lo regalano
Gli occhi che non vi guardano
Quelli che si affacciano sull’orlo del vostro abisso
Del baratro che avete dentro
E rimangono lì, a fissarlo, senza averne paura
Niente è per caso, scolpitevelo nella testa, nella carne e nel cuore.
Niente.
Iceland with a view
Alcune sono comparse nel tempo ma non le avevo mai raccolte tutte insieme così come le avevo scattate. Sei compagni di viaggio conosciuti in aeroporto, duecento ore di luce, centomila chilometri quadrati fatti di terra, muschio, roccia e acqua in tutti gli stati, e la promessa di tornarci. D’inverno.
“You do something to me (Rare live)” – Paul Weller
Sintomi
Non riesci più a leggere con la tivù accesa o la radio in sottofondo
Dici quello che pensi con sempre meno filtri
Ti disturba uscire lasciando il letto sfatto
Hai rimesso gli occhiali per guidare e guardare i film, ma li tieni su per parecchio altro tempo
Puoi cenare con un bicchiere di latte. O anche con una teglia di parmigiana
Le articolazioni delle anche e dei gomiti ti ricordano che esistono, quasi sempre in momenti poco opportuni
Dimentichi cose importanti
Dimentichi di dimenticare
Hai già pagato trent’anni di contributi. E comunque ce ne vorranno almeno altri quindici
Hai comprato due gonne lunghe fino alle caviglie
Discuti a tavola di politiche immigratorie, in evidente contrasto con un commensale che appena conosci
Dopo trentacinque anni di cerette, i peli sono animali fantastici e dove trovarli
Fai pratica con gli ospedali milanesi e il fascicolo sanitario elettonico
Hai comprato l’iPad nel 2012 ma deve ancora durare
Nessuno dei tuoi capelli è del colore originale
Uscendo dal bagno alle sette del mattino asciughi le gocce nel lavandino della cucina, prima ancora di vestirti
Il ferro da stiro è resident in camera, e stiri alla bisogna
Sai dire ti amo senza preoccuparti delle conseguenze, perché davvero delle conseguenze non ti importa più niente
Le date assumono una importanza relativa, ti ricordi il giorno ma confondi l’anno
Il vintage e l’usato diventano pre-loved
E un pre-loved è sempre, infinitamente, meglio di un nuovo di zecca mai amato da nessuno.

“Come As You Are” – Nirvana
Poltergeist
It knows what scares you.

“Enter Sandman” – Metallica
Wishlist #2
Vorrei a volte non dover scegliere, perché scegliere significa sempre rinunciare a qualcosa.
Vorrei non doverle subire le scelte, che è ancora peggio quando qualcun altro decide a cosa devo rinunciare io.
Vorrei accendere l’interruttore di sera invece che spegnerlo, e vivere più di notte che di giorno.
Vorrei non essere lo schiacciasassi che mi è stato detto che sono.
Vorrei sorridere invece che guardare con un cipiglio che è solo apparente.
Vorrei non dovermi sorprendere a scrutare con sospetto chi ho davanti per capire se fa parte di quel 35% di popolazione con cui non voglio aver niente a che fare.
Vorrei fare più torte di mele. Più pizza. Più fregola con le arselle. Più plumcake con lo speck, il radicchio e il formaggio.
Vorrei appoggiare la testa non sempre sul cuscino.
Vorrei non voler fare tutto sempre così bene, sempre alla lettera, sempre al massimo delle capacità.
Vorrei non sentirmi in difetto quando non lo faccio.
Vorrei tollerare di più i miei difetti e meno quelli degli altri.
Vorrei non dovermi riempire le ore così tanto.
Vorrei trovare qualche volta la cena pronta senza che sia un avanzo della sera prima.
Vorrei che le cene di lavoro si sospendessero d’estate.
Vorrei che questo caldo infame non mi rendesse la pelle così umida e appiccicosa.
Vorrei tuffarmi in mare in questo preciso istante.
Vorrei che almeno i libri finissero bene. Che cazzo vi costa, sono libri, non è mica la vita vera.
“Love Over Gold” – Dire Straits
It takes love over the gold
You gotta mind over matter
When you do what you do that you must
When the things that you hold
Well they can fall and be shattered
They can run through your fingers like dust…
Let’s just breathe

“Just Breathe” – Pearl Jam






























