Razzi arpia inferno e fiamme



“Razzi Arpia Inferno e Fiamme” – Verdena

Non vivo in me,
non so chi sei
Denti per tre io non ho più
mi acciglierò

Dosi mai più,rimani giù
Forse a Gesù non crederei
se fosse qua
L’inferno in me
va in fiamme ormai

Razzi,arpia danni miei,
più che mai danni miei
Pause nel tempo riavrai
mentre la mente è in orbita

Little Wing

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“Little Wing” – Pearl Jam (Cover)

Well, she’s walking through the clouds,
With a circus mind that’s running wild,
Butterflies and Zebras,
And Moonbeams and fairy tales.
That’s all she ever thinks about.
Riding with the wind.

When I’m sad, she comes to me,
With a thousand smiles she gives to me free.
It’s alright, she says it’s alright,
Take anything you want from me,
Anything.
Fly on little wing.

While you see a chance

“And that old gray wind is blowing
And there’s nothing left worth knowing
And it’s time you should be going
While you see a chance take it,
Find romance fake it
Because it’s all on you”

Quel che è appeso alla lavagna magnetica nel mio soggiorno è una manciata di carta, pochi grammi che potrei accartocciare nel palmo della mia piccola mano. Ma ci tengo troppo per farlo, perché in quei pochi grammi c’è la mia vita. Quella trascorsa fino ad oggi, ciò che ha contribuito a fare di me la persona che sono. Bè non proprio tutto, pure le cose brutte hanno influito, ma quelle non ci tengo a trovarmele davanti agli occhi ogni volta che rientro e poggio le chiavi sulla mensola.

 

imageCi sono io a poco più di un anno, che appena cammino. Di lì a poco avrei messo le scarpe ortopediche. Chissà perché tutti quelli della mia età prima o poi le hanno portate. A posteriori, non hanno funzionato gran che, ancora consumo i tacchi più all’esterno che all’interno. Scarpe ortopediche e nuoto correttivo. Vasche su vasche tutte a dorso, e lo odiavo ché mi entravano sempre gli spruzzi d’acqua nel naso e a me piaceva nuotare a rana, ma pare che non fosse lo stile adatto a correggere il mio difetto. Ho odiato il dorso ma ho imparato ad amare l’acqua, soprattutto quella del mare.  Non ne uscivo finché non avevo gli occhi rossi e le mani lesse, incurante degli ultimatum di mia madre.

 

Da grande ho incontrato la barca a vela e la subacquea, che mi si sono annidate dentro come un virus inestirpabile. Come fai a spiegare a qualcuno che non ci è mai stato come ci si sente a filare sull’acqua trasportati dalle vele, accompagnati dal vento e dallo sciabordio dell’acqua? Tuffarsi nel mare al mattino ancora prima di aver fatto colazione? Nuotare lì sotto, immersi nel blu con il solo rumore del respiro, e davanti agli occhi pesciolini di barriera, gorgonie, coralli, murene, tartarughe, squali, mante, relitti. È il mio paradiso e l’ora di risalire arriva sempre troppo presto.

 

imageC’è la musica. Il concerto dei Pink Floyd del novantaquattro, ancora mi sento addosso gli stessi brividi di allora sulle prime note di piano di “The great gig in the sky”. Quello degli AC/DC di questa estate, bello ma non paragonabile, e il jazz che ho imparato ad apprezzare vivendo accanto a qualcuno che ne sa.

 

imageC’è una M e il regalo di compleanno più bello che potesse farmi, quella strisciolina di carta scritta a mano che accompagnava un quadro fatto dipingere apposta per me. Ci sono i libri e i fumetti di Pratt e Pazienza e il monito che un’altra M mi ha lasciato sotto forma di segnalibro. C’è la birra e la buona tavola. Manca un tappo del mio gin preferito, ma a quello rimedierò presto.

 

imageCi sono i viaggi. Praga, il primo dopo il lungo buio, New York quando pensavo di aver raggiunto non dico la felicità ma almeno la serenità. Di Berlino ho bruciato tutto, non ne doveva rimanere traccia. Ci sono quelli del 2014, che son serviti a far ripartire la mia vita attraverso la macchina fotografica. E il biglietto di un treno comprato un giorno in cui il cuore perdeva i battiti tanto erano fitti.

 

Ecco, questo quadrato di metallo con appiccicata tutta me sta per traslocare a esattamente cinquecentotrentasei chilometri più a nord di qui, insieme al quadro di M. Sono gli unici pezzi che staccherò dalle pareti, tutto il resto rimarrà al suo posto. Poi comprerò un altro quadrato uguale a quello, lo appenderò vicino e continuerò ad attaccarci altri pezzetti di me.
Nuovi, diversi, ma sempre miei.

 

“While You See A Chance” – Steve Winwood

Stand up in a clear blue morning
Until you see what can be
Alone in a cold day dawning
Are you still free
Can you be

When some cold tomorrow finds you
When some sad old dream reminds you
How the endless road unwinds you
While you see a chance take it
Find romance, fake it
Because it’s all on you

Don’t you know by now
No one gives you anything
Don’t you wonder how you keep on moving
One more day
Your way
Ooooooooh, your way

When there’s no one left to leave you
Even you don’t quite believe you
That’s when nothing can deceive you
While you see a chance take it
Find romance, fake it
Because it’s all on you

Stand up in a clear blue morning
Until you see
What can be
Alone in a cold day dawning
Are you still free
Can you be

And that old gray wind is blowing
And there’s nothing left worth knowing
And it’s time you should be going

While you see a chance take it
Find romance, fake it
Because it’s all on you

While you see a chance take it
Find romance

Milano, inside: #1 – Street art

Milano, inside: #1 – Street art

 “Back To Black” – Amy Winehouse

“Back To Black”

He left no time to regret
Kept his dick wet
With his same old safe bet
Me and my head high
And my tears dry
Get on without my guy

You went back to what you knew
So far removed from all that we went through
And I tread a troubled track
My odds are stacked
I’ll go back to black

We only said goodbye with words
I died a hundred times
You go back to her
And I go back to…

I go back to us

I love you much
It’s not enough
You love blow and I love puff
And life is like a pipe
And I’m a tiny penny rolling up the walls inside

We only said goodbye with words
I died a hundred times
You go back to her
And I go back to…

We only said goodbye with words
I died a hundred times
You go back to her
And I go back to…

Black, black, black, black, black, black, black,
I go back to…
I go back to…

We only said goodbye with words
I died a hundred times
You go back to her
And I go back to…

We only said goodbye with words
I died a hundred times
You go back to her
And I go back to black

La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri

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La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri.
E noi abbiamo tanta difficoltà ad essere veri con gli altri.
Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili,
di finire alla mercè di chi ci sta di fronte.
Non ci esponiamo mai.
Perché ci manca la forza di essere uomini,
quella che ci fa accettare i nostri limiti,
che ce li fa comprendere, dandogli senso e trasformandoli in energia, in forza appunto.
Io amo la semplicità che si accompagna con l’umiltà.
Mi piacciono i barboni.
Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle,
sentire gli odori delle cose,
catturarne l’anima.
Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo.
Perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore

(Alda Merini)

 

“Ain’t Got No, I Got Life” – Nina Simone

I ain’t got no home, ain’t got no shoes
Ain’t got no money, ain’t got no class
Ain’t got no skirts, ain’t got no sweater
Ain’t got no perfume, ain’t got no bed
Ain’t got no mind

Ain’t got no mother, ain’t got no culture
Ain’t got no friends, ain’t got no schooling
Ain’t got no love, ain’t got no name
Ain’t got no ticket, ain’t got no token
Ain’t got no God

And what have I got?
Why am I alive anyway?
Yeah, what have I got
Nobody can take away?

Got my hair, got my head
Got my brains, got my ears
Got my eyes, got my nose
Got my mouth, I got my smile
I got my tongue, got my chin
Got my neck, got my boobs
Got my heart, got my soul
Got my back, I got my sex

I got my arms, got my hands
Got my fingers, got my legs
Got my feet, got my toes
Got my liver, got my blood

I’ve got life, I’ve got my freedom
I’ve got the life

I’ve got the life
And I’m gonna keep it
I’ve got the life
And nobody’s gonna take it away
I’ve got the life

Luci a San Siro

Treno Milano-Terni, Intercity 599. Sei ore e cinquanta minuti, ma senza cambi. L’unico disponibile per tornare, in epoca di frecce di tutti i colori non pensavo neanche ci fosse più. Sembra che tutto il centro-sud sia andato all’Expo questo fine settimana. Viaggiare in treno mi rilassa, anche su tratte lunghe. Faccio tutte le cose che a casa non ho il tempo di fare, che rimando in attesa di quei momenti tranquilli che non ci sono praticamente mai. Contavo di leggere un po’ al ritorno, ma non ho ancora aperto il libro. Ho dormito una mezz’ora, e tutto il resto del tempo è volato, come all’andata.

La fotografia è di qualche mese fa, scattata da una delle torri da cui si sale per entrare allo stadio.
Il pezzo è d’obbligo.

San Siro

“Luci a San Siro” – Roberto Vecchioni