Quarantasette (You’ll Never Walk Alone)

Quella lì non è ovviamente la mia foto, se lo fosse avrei la fila alla porta. È che per sopravvivere da sole in questa giungla bisogna essere una via di mezzo tra la Lara Croft originale e la versione reboot.

Esplorare, risolvere enigmi, farsi male, rattopparsi, riprovare, avanzare un po’. Vorrei davvero potermi permettere qualcosa di diverso, di più umano e meno da incursore. Qualcosa di regalato. Un respiro nell’orecchio. Un posto sicuro dove appoggiare la testa. Ma gli appoggi prima o poi franano, e allora la testa può andare dove vuole ma i piedi, meglio tenerli così, piantati a terra.

Una insolita passione per l’arma bianca e il metallo, forgiata forse da un acciaio che è stato pane per mio padre prima ancora che per me. Passare una lama fredda e lucida sul palmo grattando la pelle, premendo quanto basta per sentire senza tagliare, magari incidere appena un po’ del primo strato di un polpastrello. Corto Maltese da bambino si accorse di non avere la linea della fortuna e se la fece da solo con un rasoio, io che volevo le impronte digitali personalizzate mi tagliuzzavo le punte e poi le stampavo con l’inchiostro sui lisci fogli da disegno Fabriano.

Tirare con l’arco è un desiderio insoddisfatto ma sono astigmatica e mi tremano le mani, finirei per ammazzare lo Yankee-doodle invece che colpire il bersaglio.
In quel modo poi mi ci vesto spesso, è l’alternativa comoda al tacco dodici e non ci sono grosse vie di mezzo. E i capelli, lo so, a una certa andrebbero accorciati, se n’è discusso persino tra Linus e Nicola. Ma non mi ci so ancora vedere col taglio della sciura, e invece coi riccioli scomposti o una coda alta per tenerli ordinati si.

C’è una parte di me che si rifiuta di crescere, forse più di una. No way.

Anche il video qui sotto non è esattamente lo stesso concerto che ho visto al Carroponte un paio di settimane fa ma loro erano sempre loro e coi Flogging Molly in apertura, e insomma, stavolta accontentatevi di ottimi surrogati.

Roba come questa quando l’ascolti la senti nello stomaco, soprattutto se è al volume giusto, in mezzo a qualche migliaio di persone e non riesci a sentire neanche la tua voce perché cantano tutti più forte di te.
Roba come questa serve per crederci.
Di roba come questa certi giorni ne ho bisogno, tipo oggi.
E prendetene a manciate anche voi, fa un gran bene.

26 pensieri su “Quarantasette (You’ll Never Walk Alone)

  1. “…colei che sola a me par donna 1”

    1 donna: dal latino domina, “signora”, e quindi con la facoltà di comandare il cuore del poeta e di rappresentare, ai suoi occhi, l’unica degna rappresentante di tutto il genere femminile.

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  2. Arrivo lunga, perdonami, ma gli auguri sono sinceri e nella fretta un like di presenza te lo avevo messo 🙂 accorciare i capelli a una certa vale solo se lo vuoi che i ricci lunghi sono una meraviglia e l’alternativa al tacco 12 mi pare ottima, ma magari bisognerebbe provare a portarla CON il tacco 12? Potrebbe avere un suo effetto 🙂

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