Ho bisogno della carica

Oggi sarà una giornata particolare, e ci vorrà tutta la carica possibile per arrivare fino alla fine. Nonostante tutto quello che è successo, nonostante ci si parli ormai più poco, mi dispiacerà non averti più a due scrivanie di distanza.
Spero solo di essere la prossima ad andarmene, quel posto sta diventando una terra di fantasmi. I pezzi migliori, sotto tutti i punti di vista, si stanno volatilizzando uno alla volta. Altri due o tre, e non ci sarà più ragione di arrivare sorridente al mattino.
Un buongiorno detto per educazione, e a seguire otto ore con la musica nelle orecchie intervallate solo dalla pausa pranzo, che avrò cura di far durare esattamente quanto dovuto, né di più, né di meno. Avrei dovuto decidermi prima, invece di sperare che le cose potessero prendere una piega migliore, ma è difficile staccarsi dal posto in cui si è stati per tanti anni. Venticinque, più di metà della mia età. Posso dire di esserci cresciuta lì dentro, ma non voglio certo arrivare alla morte cerebrale.
E quindi oggi inizio la giornata con le mie scarpe preferite, e un pezzo che mi dia l’energia necessaria per affrontarla.

“Misirlou” – Dick Dale

Io c’ero

Io c’ero

Credo che ieri queste immagini ed i video dello scontro siano stati visti in tutt’Italia.
Io ero lì, insieme ai miei colleghi, impiegati e operai, uomini e donne, la qualifica e il sesso non fanno alcuna differenza. Tutti a difendere il nostro posto di lavoro, con noi c’erano persino pensionati di reparti chiusi da tempo, gente che ancora crede nel lavoro.
Guardateci, vi sembriamo forse dei teppisti o dei black block? Guardate le nostre facce, siamo tutti a volto scoperto, armi di nessun tipo, c’è chi addirittura sta a maniche corte. Sembriamo forse un ammasso di esagitati partiti da Terni per far danni? Il massimo del casino fatto sono stati cori da stadio. È vero che c’è stato del nervosismo dopo lo scarno comunicato dell’ambasciata, ma a calmare gli animi a manganellate sono capaci tutti, quella era cosa più semplice da fare. E se ci avessero lasciato passare subito per portare la nostra protesta fino al MISE come poi è stato comunque fatto, non sarebbe successo niente.
Amo il mio paese, ma la voglia di andarsene è sempre più forte.

Working Class Hero

Non ho mai descritto le mie fotografie per indirizzare chi le guarda, ognuno è libero di vederci ciò che vuole, chi tanto chi niente, non c’è arte, solo ciò che la mia mente vede e i miei occhi catturano.
Questa però è diversa, perché riguarda profondamente la mia vita, e richiede una spiegazione.
Io lavoro qui, da sempre, in una delle aziende controllate da questa fabbrica di acciaio, sono passati quasi 25 anni dalla prima volta che ci sono entrata, mio padre prima di me, operaio come tanti altri, per tutta la sua vita lavorativa, in un dei reparti spariti nel tempo.
Lui non c’è più, ma se l’avesse vista come è oggi ne avrebbe enormemente sofferto, lui che aveva sempre amato tanto il suo lavoro, umile e onesto.
Anche se tecnicamente non partecipo alla produzione, io amo quei rotoli lucidi e brillanti che vedo uscire dai cancelli.
E la fabbrica sta andando in pezzi, anno dopo anno, smembramento dopo smembramento, distrutta nel tempo da gestioni scellerate e menefreghiste, maltrattata dalle multinazionali, dimenticata dai governi.
Questa mattina, ennesima pessima notizia, ennesima trattativa trattativa fallita nella notte, via ai licenziamenti e si ricomincia con le assemblee, gli scioperi, le lotte, per arrivare forse a niente, forse per l’ultima volta, siamo proprio agli sgoccioli.
E questo post è per tutte le persone in mezzo alle quali sarò tra pochi minuti, nel piazzale della fabbrica.
Mi ero svegliata con l’idea di qualcosa di più allegro questa mattina, ma poi lungo il viale d’accesso, l’allegria è andata a farsi fottere.

 

“Working Class Hero” – Marianne Faithfull

 

As soon as your born they make you feel small
by giving you no time instead of it all
Till the pain is so big you feel nothing at all
Working Class Hero is something to be
Working Class Hero is something to be

They hurt you at home and they hit you at school
They hate you if you’re clever and despise a fool
Till you’re so fucking crazy you can’t follow their rules
Working Class Hero is something to be
Working Class Hero is something to be

When they’ve tortured and scared you for 20 odd years
then they expect you to pick a career
When you can’t really function you’re so full of fear
Working Class Hero is something to be
Working Class Hero is something to be

Keep you doped with religion, sex and T.V.
and you think you’re so clever and classless and free
but you’re still fucking peasants as far as I can see
Working Class Hero is something to be
Working Class Hero is something to be

There’s room at the top I’m telling you still
but first you must learn how to smile as you kill
if you want to be like the folks on the hill
Working Class Hero is something to be

Yes , A Working Class Hero is something to be
If you want to be a hero well just follow me
If you want to be a hero well just follow me