Working Class Hero

Non ho mai descritto le mie fotografie per indirizzare chi le guarda, ognuno è libero di vederci ciò che vuole, chi tanto chi niente, non c’è arte, solo ciò che la mia mente vede e i miei occhi catturano.
Questa però è diversa, perché riguarda profondamente la mia vita, e richiede una spiegazione.
Io lavoro qui, da sempre, in una delle aziende controllate da questa fabbrica di acciaio, sono passati quasi 25 anni dalla prima volta che ci sono entrata, mio padre prima di me, operaio come tanti altri, per tutta la sua vita lavorativa, in un dei reparti spariti nel tempo.
Lui non c’è più, ma se l’avesse vista come è oggi ne avrebbe enormemente sofferto, lui che aveva sempre amato tanto il suo lavoro, umile e onesto.
Anche se tecnicamente non partecipo alla produzione, io amo quei rotoli lucidi e brillanti che vedo uscire dai cancelli.
E la fabbrica sta andando in pezzi, anno dopo anno, smembramento dopo smembramento, distrutta nel tempo da gestioni scellerate e menefreghiste, maltrattata dalle multinazionali, dimenticata dai governi.
Questa mattina, ennesima pessima notizia, ennesima trattativa trattativa fallita nella notte, via ai licenziamenti e si ricomincia con le assemblee, gli scioperi, le lotte, per arrivare forse a niente, forse per l’ultima volta, siamo proprio agli sgoccioli.
E questo post è per tutte le persone in mezzo alle quali sarò tra pochi minuti, nel piazzale della fabbrica.
Mi ero svegliata con l’idea di qualcosa di più allegro questa mattina, ma poi lungo il viale d’accesso, l’allegria è andata a farsi fottere.

 

“Working Class Hero” – Marianne Faithfull

 

As soon as your born they make you feel small
by giving you no time instead of it all
Till the pain is so big you feel nothing at all
Working Class Hero is something to be
Working Class Hero is something to be

They hurt you at home and they hit you at school
They hate you if you’re clever and despise a fool
Till you’re so fucking crazy you can’t follow their rules
Working Class Hero is something to be
Working Class Hero is something to be

When they’ve tortured and scared you for 20 odd years
then they expect you to pick a career
When you can’t really function you’re so full of fear
Working Class Hero is something to be
Working Class Hero is something to be

Keep you doped with religion, sex and T.V.
and you think you’re so clever and classless and free
but you’re still fucking peasants as far as I can see
Working Class Hero is something to be
Working Class Hero is something to be

There’s room at the top I’m telling you still
but first you must learn how to smile as you kill
if you want to be like the folks on the hill
Working Class Hero is something to be

Yes , A Working Class Hero is something to be
If you want to be a hero well just follow me
If you want to be a hero well just follow me

17 pensieri su “Working Class Hero

    1. Ho scelto questa versione per via dell’arrangiamento… Quel ritmo insistente di fondo mi ricorda i rumori che si sentono attraversando le campate, e tutto l’insieme è più cupo delle altre versioni, cupo come il mio umore del momento.
      E poi amo la voce di Marianne Faithfull.

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    1. E’ vita. E nella vita, quella vera, i fatti, le emozioni ed i sentimenti si mescolano, non sono compartimenti stagni. Gli occhi con il cuore. L’analisi è fredda, ma il dolore per lo sfascio che ho davanti è cocente.
      Strane sensazioni, come provare un caldo sentimento d’amore per un freddo rotolo di acciaio, se sai cosa c’è dietro a quel rotolo.

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  1. Non ho mai descritto le mie fotografie per indirizzare chi le guarda, ognuno è libero di vederci ciò che vuole, chi tanto chi niente, non c’è arte, solo ciò che la mia mente vede e i miei occhi catturano.
    Bellissimo questo concetto…..passione questa è passione. 🙂

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    1. È dura un bel po’, si… Lo stipendio di questo mese non è ancora arrivato, il prossimo sappiamo già che con gli scioperi in corso sarà ridotto di un quarto. E in tutto questo, io mi ritengo fortunata, perché non devo mantenere nessuno, per piccola che sia, ho una casa mia e non pago l’affitto, e rispetto ad altri ho una professionalità più rivendibile pur se lontano da casa. Se mi guardo intorno, t’assicuro che non è poco.
      Grazie per le tue parole 🙂

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        1. Mi fa piacere, molto… Ciò che trovi qui è tutto molto personale. Dietro ogni post c’è un pezzetto di vita. Molti lettori si limitano a dare una scorsa veloce alle foto, che ci sta, perché ognuno è libero di interpretarle come vuole. Ma se vuoi sapere cosa significano per me, ascolta la musica, è complementare.
          Mi piace anche scrivere, ma lo faccio raramente, un po’ perché preferisco far parlare le mie fotografie e la musica, e un po’ perché ho la pessima tendenza ad essere prolissa quando lo faccio, tant’è che ho un post in draft da diversi giorni e non lo pubblico proprio perché devo trovare il modo di accorciarlo 🙂

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          1. Conta anche il testo della canzone, o “semplicemente” la melodia? Mi interessa molto, e voglio provare, questa esperienza multimediale.
            A proposito di prolissità: dico di me che quando hanno distribuito il dono della sintesi io ero andato per funghi… Ma una cosa l’ho imparata: che se scrivi e continui a scrivere, trovi il modo di semplificare/accorciare/tagliare. Per farlo però l’unico modo è proprio scrivere. Per cui, se posso permettermi un suggerimento, non stare a pensare se è troppo lungo. Pensa se hai detto tutto quel che volevi dire. E poi premi “Publish” (io il dashboard wp ce l’ho in inglese, non sopporto le traduzioni italiane sin da quando il DOS traduceva “directory” con “indirizzario”… 😉

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            1. Il testo è fondamentale… È tutto li dentro, ma anche dove ho usato pezzi strumentali, come in “Lust”, credo che se ti prendi il tempo pet ascoltare tutto, il senso arriva lo stesso. Quanto all’inglese, sfondi una porta aperta… ci tengo anche il sistema operativo 🙂 Per il mio post, bè prima o poi mi deciderò a cliccare quel publish.., sarà un bel salto aggiungere le parole tra una foto e l’altra.

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