Quarantasei [im]perfezioni

hipstamaticphoto-490382399.131148

I jeans ruvidi, asciugati al sole
Diabolik, Batman, Zanardi
Il ricordo indelebile di un forno a gas
Jake & Elwood Blues
Gli indici che puntano uno ad est e l’altro a ovest
Benicio del Toro, Jeff Goldblum, Jean Reno
Le linee che scavano i palmi delle mani
William Klein, Francesca Woodman, Brassaï
Un sopracciglio leggermente più alto dell’altro
Le fotografie scattate di notte
Una bici con cestino custom, entrambi di ennesima mano
Bukowski, Scerbanenco, Chandler
I tacchi delle scarpe consumati all’esterno
Il letto sfatto con le lenzuola spiegazzate
I visi spiegazzati
Nina Simone, Amy Winehouse, Tina Turner
Il parquet usurato da tutti gli amici che ci hanno camminato sopra
La Nike di Samotracia
Il terzo dito del piede più lungo di tutti gli altri
La nebbia
Brian Griffin, Telespalla Bob, Grisù
Una stampella di legno caduta sul naso
Un vecchio Laguiole con l’impugnatura in quercia
Un cuore graffiato e un po’ arrugginito
Rust Cohle, Jon Snow, il Signor Spock
Il bianco che avanza
Un ginocchio rigato da uno scoglio
Frida Kahlo, van Gogh, Banksy
Un paio di Timberland ingrassate ogni inverno

Quarantasei, come gli anni di oggi
Che non li scambierei con venti di meno, perché non avrei neanche un quarto di tutto questo

Cheers! 🍻

“Why not think about times to come
And not about the things that you’ve done
If your life was bad to you
Just think what tomorrow will do

Don’t stop thinking about tomorrow
Don’t stop, it’ll soon be here
It’ll be, better than before,
Yesterday’s gone, yesterday’s gone”

Collegamenti.

Non si può chiedere alle persone più di quanto non siano in grado di dare.
È qualche giorno che rifletto su questa cosa, farlo vuol dire crearsi delle false aspettative e riporre desideri e speranze nel posto sbagliato, sapendo già che non verranno esauditi e ne resteremo delusi. Poi questa mattina leggo il post di paroledimaru, e vedo che non sono l’unica ad avere certi pensieri… “non si può scavare dove non c’è profondità”.
Mi è tornata in mente una tavola di Andrea Pazienza, un’anima immensa che è stata schiacciata dal suo stesso peso. Lì ce n’era tanta di profondità.

IMG_1027-1
Spesso non c’è dolo o cattiveria nel comportamento, ma solo superficialità, quindi mancanza di profondità, proprio ciò che ha scritto Maru. E non c’è cattiveria neanche nel giudizio, è solo un dato di fatto e il comportamento conseguente in teoria dovrebbe essere facile, il rapporto è una perdita di tempo e di energie, a prescindere dal fatto che si tratti di amicizia o altro.
In teoria. Qualche volta però mi succede di ritrovarmi faccia a faccia con la materializzazione di questo pensiero, e non sapere che direzione prendere.
È che quando ho a che fare con altre persone mi faccio sempre un sacco di domande.
Se le mie aspettative sono eccessive. Se pretendo troppo da chi ho intorno. Quali sono i cardini e quali i punti a cui non posso rinunciare. Fin dove è giusto spingermi con i compromessi e quanto sono disposta lasciare sul campo. Se quella persona magari è in grado di dare altro, qualcosa che io non mio aspetto. Ed è difficile rispondermi.
La perfezione non esiste, e sarebbe anche noiosa se esistesse, e poi ho sempre avuto una certa predilezione per le imperfezioni, sono nettamente più interessanti, sotto tutti i punti di vista. E piuttosto che dal principe azzurro con la calzamaglia ed il cavallo bianco, potrei ritenermi soddisfatta da un paio di jeans, uno zaino e la metà della mia lista.

“Whishlist” – Pearl Jam

Continua a leggere “Collegamenti.”