23 Maggio 1956

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“Ain’t It Fun” – Guns N’ Roses

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23 Maggio 1956

“Mai tornare indietro, neanche per prendere la rincorsa.”

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“Heroes / Helden” – David Bowie

I, I will be king
And you, you will be queen
Though nothing will drive them away
We can beat them, just for one day
We can be heroes, just for one day

And you, you can be mean
And i, Ill drink all the time
cause were lovers, and that is a fact
Yes were lovers, and that is that

Though nothing, will keep us together
We could steal time, just for one day
We can be heroes, for ever and ever
What dyou say?

Du
Koenntest du schwimmen
Wie Delphine
Delphine es tun
Niemand gibt uns eine Chance
Doch wir koennen siegen
Fuer immer und immer
Und wir sind dann Helden
Fuer einen Tag

Ich
Ich bin dann Koenig
Und du
Du Koenigin
Obwohl sie
Unschlagbar scheinen
Werden wir Helden
Fur einen Tag
Wir sind dann wir
An diesem Tag

Ich
Ich glaubte zu traeumen (zu traeumen)
Die Mauer
Im Ruecken war kalt (so kalt)
Schuesse reissen die Luft (reissen die luft)
Doch wir kuessen
Als ob nichts geschieht (nichts geschieht)
Und die Scham fiel auf ihre Seite
O, wir koennen sie schlagen
Fuer alle Zeiten
Dann sind wir Helden
Nur diesen Tag
Dann sind wir Helden
Dann sind wir Helden
Dann sind wir Helden
Nur diesen Tag

Dann sind wir Helden

Were nothing
And nothing will help us
Maybe were lying
Then you better not stay
But we could be safer
Just for one day
Oh oh oh oh

Collegamenti.

Non si può chiedere alle persone più di quanto non siano in grado di dare.
È qualche giorno che rifletto su questa cosa, farlo vuol dire crearsi delle false aspettative e riporre desideri e speranze nel posto sbagliato, sapendo già che non verranno esauditi e ne resteremo delusi. Poi questa mattina leggo il post di paroledimaru, e vedo che non sono l’unica ad avere certi pensieri… “non si può scavare dove non c’è profondità”.
Mi è tornata in mente una tavola di Andrea Pazienza, un’anima immensa che è stata schiacciata dal suo stesso peso. Lì ce n’era tanta di profondità.

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Spesso non c’è dolo o cattiveria nel comportamento, ma solo superficialità, quindi mancanza di profondità, proprio ciò che ha scritto Maru. E non c’è cattiveria neanche nel giudizio, è solo un dato di fatto e il comportamento conseguente in teoria dovrebbe essere facile, il rapporto è una perdita di tempo e di energie, a prescindere dal fatto che si tratti di amicizia o altro.
In teoria. Qualche volta però mi succede di ritrovarmi faccia a faccia con la materializzazione di questo pensiero, e non sapere che direzione prendere.
È che quando ho a che fare con altre persone mi faccio sempre un sacco di domande.
Se le mie aspettative sono eccessive. Se pretendo troppo da chi ho intorno. Quali sono i cardini e quali i punti a cui non posso rinunciare. Fin dove è giusto spingermi con i compromessi e quanto sono disposta lasciare sul campo. Se quella persona magari è in grado di dare altro, qualcosa che io non mio aspetto. Ed è difficile rispondermi.
La perfezione non esiste, e sarebbe anche noiosa se esistesse, e poi ho sempre avuto una certa predilezione per le imperfezioni, sono nettamente più interessanti, sotto tutti i punti di vista. E piuttosto che dal principe azzurro con la calzamaglia ed il cavallo bianco, potrei ritenermi soddisfatta da un paio di jeans, uno zaino e la metà della mia lista.

“Whishlist” – Pearl Jam

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