Extraterrestre

“Extraterrestre ” – Eugenio Finardi

32 pensieri su “Extraterrestre

  1. Ero ragazzina ina ina qualdo l’ascoltavo.
    Di questa canzone, un aparte del testo mi colpì (del resto erano gli anni dei cantautori), e mi fece capire che spesso desideriamo solo quello che non abbiamo (si giovane e segaiola mentale). Il pezzetto di testo che mi fece capire questa cosa è:

    “Ma dopo un po’ di tempo la sua sicurezza
    comincia a dare segni di incertezza
    si sente crescere dentro l’amarezza
    perché adesso che il suo scopo é stato realizzato
    si sente ancora vuoto
    si accorge che in lui niente é cambiato
    che le sue paure non se ne sono andate
    anzi che semmai sono aumentate
    dalla solitudine amplificate
    e adesso passa la vita a cercare
    ancora di comunicare
    con qualcuno che lo possa far tornare”

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    1. È sempre piaciuta parecchio anche a me, e si, il senso è quello. Prima o poi ci siamo passati tutti a desiderare quello che non c’è e pensare che se solo ci fosse quella cosa lì, allora sì che potremmo essere felici. Poi cresci, vivi la tua vita e ti rendi conto che la felicità è nelle piccole cose che puoi avere intorno tutti i giorni. Una bicicletta, una telefonata, un bicchiere di birra, un bacio.

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      1. Io non devo esser ancora cresciuta, o non son cresciuta bene, perchè una parte di me pensa ancora che la bicicletta, la telefonata, un bicchiere di birra è solo occupare il tempo nel frattempo che arrivi quel qualcosa che dia significato a questa vita.

        (non farci tanto caso son segaiola mentale e son in un periodo davvero strano, mi faccio un sacco di domande su me e il mondo)

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        1. Mi viene in mente la battuta di Guzzanti nello sketch di Quelo… “La risposta è dentro di te. Epperò, è sbagliata”
          Scherzi a parte, vivere senza porsi neanche una domanda, no, ma anche farsene troppe è l’estremo opposto. Io non ci credo alla folgorazione improvvisa sulla via di Damasco, credo che ognuno la sua luce (e il suo significato) se li debba trovare e costruire da solo.
          P.S.: Sono appena le 10 ed è un po’ presto per l’aperitivo, ma fosse stato pomeriggio ti avrei proposto di affogare tutta questa conversazione in un Mojito… 😀

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    1. Anche nella foto c’è un po’ ciò che dicevo a Diamanta qui sopra, ci può essere qualcosa di bello ovunque, “basta” saperlo vedere… Sono andata a scattare fotografie in quattro diversi continenti, città, ghiacci, deserti e reperti storici, poi mi avvicino alla finestra dopo un temporale estivo e questo è quel che vedo attraverso la persiana socchiusa. Si, ci vorrei ancora andare a nuotare con lo squalo balena nel continente che ancora mi manca, ma non è quello che farà la differenza.

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  2. Ti dirò, non la conoscevo questa canzone, e sentita di corsa mi pare un po’ “strana”. Riascoltandola con più calma magari la capirò meglio.

    Bella la foto 🙂 hai davvero un buon gusto non solo nel sceglierle (e scattarle) e nell’abbinarle insieme a parole, musica e quant’altro ancora.

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  3. L’ho citata proprio recentemente questa canzone, nei commenti di un post …ma non ricordo da chi.
    Quando uscì ero nella mia cameretta, mancava poco al diploma di maturità, e sognavo di evadere da una vita che mi sembrava sempre troppo costretta da binari prestabiliti. Da allora ho deragliato molte volte (forse troppe)

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      1. Ma sì dai… che mica per forza deve aprirmi come un pesce per studiare come son fatto. Magari mi domanda se preferisco il mare o la montagna, magari mi chiede se può portarmi a casa sua e farmi fare da ambasciatore delle galassie…!
        Ok, con la fortuna che ho mi stappa la pancia e mi inietta un qualche simbionte che poi farà crescere 20.000 suoi simili! 😀 😀
        Mai che mi toccasse l’aliena bonazza come nei films. 😉
        Scherzi a parte, come sarebbe incontrare davvero un alieno? Non per forza da film anni ’60.

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  4. Quindi è così che funziona il teletrasporto della Enterprise… colori stupendi. Davvero, meraviglia!
    Sai quale pezzo amo oltre ogni dire di Finardi? Quello scritto per lo spot della Fiat Cinquecento. Una macchina uscita veramente male. La Cinquecento, non la 500. Credo si chiamasse “Cinquecento sogni”. Qualche tempo fa la usavo come sveglia. È meraviglioso aprire gli occhi, in primavera, con il suono di quel flauto magico che si poggia su un arpeggio fantasticamente country. Corro a riascoltare 🙂

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  5. Immagine davvero suggestiva, e conoscevo pure la canzone, anche se prima di riascoltarla me n’ero dimenticato. Seguono un paio di minuti di abbandono, rievocando giovanili ricordi 🙂
    Da sempre, uno dei miei sogni più arditi e gioiosamente folli è di vedere comparire un giorno un’astronave a bassa quota sopra casa mia, dopodiché… accada ciò che deve accadere!

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