La bambolina giapponese

Qualche giorno fa ho letto questo post di Zeus, e ne condivido il contenuto. Non avevo però mai preso in considerazione materialmente l’idea della collaborazione. Abbiamo fatto un primo tentativo, io ho scelto una mia fotografia, lui ci ha costruito sopra una storia, e questo è il risultato.

La bambolina giapponese

“Don’t get me wrong” – The Pretenders

<<Lo sapevi che prima o poi doveva succedere>>.  La voce di Naoki  Mooreland era un rombo sordo fra le gote contratte.
<<Pensavo che…>>  Kimiko Logan non sapeva, in realtà, come concludere quella frase.
L’aria del Mama’s, uno dei locali più In di S. Francisco, era pregna del profumo dei pancake e di Smuckers.  In sottofondo si sentiva il bacon sfrigolare sulla piastra e l’odore pungente del grasso fuso si univa all’aroma del cheddar sciolto nei toast.
La radio, 98,5 KFOX, stave trasmettendo Don’t Get Me Wrong dei The Pretenders.
Kimiko era seduta di fronte al suo ragazzo, Naoki. Si erano conosciuti anni prima grazie ad amici comuni. L’amicizia distratta non tardò molto a diventare prima affetto, e poi amore.
Seduta ad uno dei tavolini di legno del locale, Kimiko guardava, attraverso la zazzera bruna della frangia, quello che era il suo ragazzo da quattro anni. Lo vedeva appoggiato allo schienale della sedia, con gli occhi tristi, mentre si torturava l’interno del labbro inferiore con i denti.
Negli ultimi tempi qualcosa si era messo fra di loro: più che una presenza, un’assenza. Qualcosa mancava e ingombrava lo spazio più del tavolo che avevano di fronte. Un sentimento che pesava sulle tazze di caffè bollente e sulle scodelle della macedonia di frutta.
<<Potremmo tentare anche a distanza….>>  Kimiko sputò fuori le parole <<…ci sono tanti modi…>>.
Lo sguardo di Naoki bloccò la ragazza.
<<Adesso vado>> le disse <<ma tu non mi guarderai allontanarmi. Promettimelo.>> . Mentre parlava, Naoki teneva la testa incassata nelle spalle e lo sguardo basso.
Kimiko sentì affiorare una domanda sulle labbra, ma vi morì in fasce.
Naoki prese la mano di Kimiko fra le sue. Lei sentì la pressione di un oggetto sul palmo mentre il ragazzo, con delicatezza, le richiudeva le dita attorno ad esso. Fatto questo, se ne andò.
Kimiko aprì la mano e vide, con gli occhi gonfi di lacrime, una piccola bambolina di legno.
Strano come si sentisse come lei, pensò Kimiko. Strano come si sentisse da sola in mezzo a così tanta gente.

27 pensieri su “La bambolina giapponese

  1. L’ha ribloggato su Music For Travelerse ha commentato:

    Sono orgoglioso di presentare questa prima collaborazione fra 321Clic ed il sottoscritto.
    La genesi? Partendo da una foto liberamente scelta da Monia, aka 321Click, ho costruito un racconto breve, brevissimo se vogliamo, sulle sensazioni che trasmetteva la foto.

    Voglio ringraziare Monia per aver dato vita a questa collaborazione e per aver scelto me, un non-umile Zeus ahah, come “narratore” di una sua foto.

    Leggete, commentate, ribloggate o incidetela sul ferro finchè è caldo!!

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    1. Eh, ma rischiavo di fare dei grossi errori nei comportamenti delle persone. Non so come si muovono, tradizioni etc. Se metto un tocco Usa allora posso prendere delle licenze maggiori!
      Grazie per il complimento comunque

      Liked by 2 people

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